“Costanza e buoni propositi”, Alessia Gazzola.

" 'Tutte le storie d’amore felici si somigliano; ogni storia d’amore infelice è disgraziata a modo suo’– o, se non proprio disgraziata, ha le sue proprie difficoltà".

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Parafrasando un incipit famoso, potremmo dire che ‘tutte le storie d’amore felici si somigliano; ogni storia d’amore infelice è disgraziata a modo suo’– o, se non proprio disgraziata, ha le sue proprie difficoltà. Anna Karenina viveva una storia d’amore impossibile e non felice, così pure Costanza Macallé, la protagonista della nuova serie di romanzi di Alessia Gazzola, mamma single di Flora, la bimba nata da qualche notte d’amore con un perfetto sconosciuto a Malta. Ed ora che ha rintracciato il padre di Flora (lo abbiamo letto in “Questione di Costanza”), neppure con se stessa Costanza osa riconoscere di essere ancora innamorata del fidanzatissimo Marco.

Lo confesso. Ero Alice-dipendente, quando Alice Allevi era il personaggio principale dei libri di Alessia Gazzola, ed ora sono Costanza-dipendente. In conclusione sono Alessia Gazzola-dipendente: mi piacciono i suoi romanzi.

Rifuggo dai romanzi rosa e dalle commedie leggere e, se la trama dei libri di Alessia Gazzola fosse soltanto imperniata sulle vicissitudini, gli alti e bassi, i sospiri e le lacrime d’amore delle sue protagoniste, non avrei mai superato le prime pagine. Ma non è così. I filoni delle sue trame sono sempre due e si equilibrano perfettamente. La leggerezza del presente, pur con i suoi batticuori, è smorzata dalla gravità di quanto è avvenuto nel passato.

Stiamo imparando a conoscere Costanza. Con una specializzazione in anatomopatologia ha accettato un posto come paleopatologa (scienza di cui sa poco o nulla) a Verona, dove può condividere un appartamento con la sorella- insieme a lei sentirà meno la nostalgia della sua Messina, insieme è meno faticoso occuparsi di Flora, che ora ha tre anni.

Il filone rosa inizia con il cambiamento di cognome della piccola che il padre Marco ha riconosciuto come sua figlia. Il fidanzatissimo nonché fedifrago Marco è conquistato dalla bambina, che è adorabile. Ottiene l’affido congiunto, la porta a far visita al burbero padre che resta colpito dalla somiglianza di Flora con la moglie morta da poco. Il fatto è che, come in ogni romanzo rosa che si rispetti, noi percepiamo che Marco si sta innamorando di Costanza. Quanto a Costanza…lei è già innamorata di lui. Il matrimonio con Federica è già fissato…

Galeotto agli incontri di Costanza e Marco a Milano è il ritrovamento, durante degli scavi in città, di due scheletri sepolti insieme. Sembrano essere datati del ‘300 o del ‘400, appartengono a due ragazze giovani, una di loro doveva zoppicare- aveva una tibia più corta. Ed entrambe sembrano essere morte di fame. Sono state fatte morire di fame? Che punizione atroce.

Ed ecco la seconda trama. Forse l’aggettivo ‘affascinante’, parlando di una storia che inizia da due scheletri, suona grottesco, ma è vero: quella di Bernarda Visconti, figlia di Barnabò Visconti, andata sposa all’età di quattordici anni, a Giovanni Suardo, un condottiero bergamasco di una famiglia alleata dei Visconti, è una storia affascinante che esce dal passato. Bernarda non ne voleva sapere di quel marito e cadde tra le braccia di un tal Antoniolo Zotta. La punizione del padre fu tremenda. Lui fu torturato e poi impiccato. Lei fu murata viva e lasciata morire di stenti. Di chi era il secondo scheletro? Di una cugina condannata alla stessa pena per la stessa colpa? Giravano voci, poi, che Bernarda non fosse morta, c’era chi diceva di averla vista, chi sosteneva si fosse risposata e avesse avuto una figlia. Impossibile che queste dicerie fossero vere, ma chi era, allora, la sedicente Bernarda che nel romanzo ha il nome di Anna come la protagonista della più famosa storia di impostura del ‘900, quella Anna Anderson che sostenne, fino alla morte, di essere la zarina Anastasia Romanov, scampata al massacro della sua famiglia nel 1917.

Le due trame procedono parallele, sono entrambe storie di donne che amano contro quello che la ragione suggerisce. Costanza è attratta dalla ricerca su Bernarda e sulla sua sosia. In qualche maniera sente che c’è un filo che le unisce- in un certo senso non è anche Costanza un’impostora, sia nell’ambito del suo lavoro sia in quello personale, con il suo ambiguo rapporto con Marco? E l’amore che lega la sosia di Bernarda alla figlia per cui è disposta a fare tutto, non è uguale a quello di Costanza per Flora?

Sono romanzi intelligenti, quelli di Alessia Gazzola. E sono sommamente piacevoli. Per l’armonia con cui si fondono presente e passato, per il calore che la scrittrice infonde in casi veramente “molto freddi”, per i colori dei generi diversi che non sono mai troppo forti- il rosa non è stucchevole, il giallo non è abbagliante-, per l’autoironia della protagonista, per la credibilità della vocetta di Flora, per il brio, infine, che rende ogni pagina scoppiettante.

Ed. Longanesi, pagg. 300, Euro 17,67

Recensione a cura di Marilia Piccone

Novembre 2020

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