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LA CURVATURA DEL PENE

creato da La redazione ultima modifica 12/11/2012 09:58
Quando è un problema e quando va curata

La curvatura del pene rigido è un argomento che è meglio affrontare dopo avere definito come vada misurata la curvatura stessa.
Una curvatura del pene va misurata come l'angolo compreso tra il pene ed un asse immaginario tracciato a partire dalla base del pene (la base del pene è il punto di contatto tra pene e addome), perpendicolare all'addome e che attraverserebbe il pene per tutta la sua lunghezza (l'asse maggiore del pene) se il pene fosse perfettamente dritto.

Una lieve curvatura del pene che sia presente da anni, non si sia accentuata nel tempo, non si associ a dolore e alla palpazione non faccia rilevare un'area di maggiore consistenza nella sede della curvatura stessa solitamente non è espressione di una malattia e permette una attività sessuale soddisfacente.

Con riferimento alla penetrazione vaginale, una curvatura a concavità dorsale (concavità sulla superficie superiore del pene, quindi rivolta verso l'addome) nella maggior parte dei casi non rappresenta un ostacolo sino a quando non supera i 30°-35°; invece una curvatura a concavità ventrale (concavità sulla superficie inferiore del pene, quindi rivolta verso lo scroto) o laterale è normalmente tollerata sino ai 25° e, raramente, sino ai 30°.
Queste differenze nella tollerabilità di una curvatura del pene sono dovute a due fattori:
1) a partire dall'orefizio vaginale (l'apertura esterna della vagina) la vagina sale quasi verticalmente nell'addome con una eventuale e modesta concavità anteriore;
2) nella posizione con la quale più spesso viene praticata la penetrazione vaginale nel mondo occidentale, cioè uomo sopra e donna sotto con faccia contro faccia, il pene è obbligato ad una curvatura a concavità dorsale.

Nella maggior parte dei casi una curvatura patologica del pene è secondaria ad un trauma noto o ad un trauma passato inosservato o, ancora, a microtraumi ripetuti (a questo riguardo alcuni ritengono che una condizione predisponente possa essere la ripetuta attività sessuale a pene non completamente rigido); comunque, al trauma seguono una o più aree di fibrosi, cioè una sorta di cicatrice a carico dei corpi cavernosi, con conseguente ridotta elasticità dei corpi cavernosi nella zona di fibrosi e curvatura del pene con concavità sulla sua superficie più vicina alla fibrosi. In una minoranza dei casi la fibrosi del pene può essere congenita per una asimmetria dei corpi cavernosi o essere l'espressione locale di una patologia che interessa il tessuto connettivo di più organi.

Una curvatura patologica del pene solitamente si caratterizza con difficoltà o impossibilità alla penetrazione vaginale; in erezione il pene può presentare dolore spontaneo o associato al tentativo di raddrizzare il pene, come in funzione di una penetrazione vaginale; se la curvatura è dovuta ad una fibrosi solitamente la palpazione del pene permette di apprezzare un'area di consistenza aumentata nella sede della fibrosi stessa; la fibrosi può essere causa di erezione incompleta.

In caso di curvatura del pene le indagini saranno mirate a valutare l'esistenza di una patologia del connettivo di più organi (esami del sangue) e a localizzare ecograficamente e con indagine vascolare la sede della eventuale fibrosi, le sue dimensioni e l'eventuale presenza di calcificazioni nel suo contesto.
L'indagine vascolare consiste in un doppler o un eco-doppler associato ad iniezione di prostaglandina E1 nei corpi cavernosi; l'iniezione viene eseguita nel tentativo di promuovere una erezione farmacologica, poiché le indagini ecografica e vascolare risultano più attendibili se eseguite su un pene in erezione.

Il trattamento non chirurgico della curvatura può essere tentato quando la curvatura sia relativamente modesta e quando sia assente o minima una calcificazione all'interno della eventuale fibrosi; inoltre, non deve essere presente una difficoltà di erezione su base organica.
In caso di fibrosi i farmaci più proposti sono anti-infiammatori non steroidei e vitamina E in somministrazione orale (i primi per settimane e la seconda per mesi) oppure anti-infiammatori non steroidei, cortisonici o vaso-dilatatori iniettati in sede di fibrosi o somministrati localmente mediante iontoforesi in 7-10 sedute distanziate di circa 7 giorni.
Purtroppo la vasta gamma di possibilità terapeutiche orali ed iniettive è testimone dell'assenza di una terapia sicuramente efficace.
Sempre parlando di trattamento non chirurgico della curvatura, alcuni autori riportano vantaggi in alcuni dei soggetti trattati con allungatore del pene per più ore al giorno e per almeno alcuni mesi consecutivi; nei soggetti in cui questa metodica risulta efficace non si ha una risoluzione totale della curvatura ma è possibile evitare una soluzione chirurgica. Oltre che nelle situazioni descritte per la terapia orale ed iniettiva, l'allungatore del pene è proponibile anche nelle curvature congenite.

Infine, le curvature importanti e/o associate a calcificazione prevedono un trattamento chirurgico, che può essere distinto in due tecniche principali:
1) plicatura del pene, cioè modesto accorciamento sulla superficie convessa della curvatura; l'intervento è relativamente semplice e poco gravato da esiti patologici, come ad esempio una ulteriore fibrosi; va tenuta presente una modesta riduzione della lunghezza del pene, solitamente di circa 1 centimetro; l'area di fibrosi non viene rimossa;
2) rimozione della fibrosi ed allungamento della superficie concava; questo intervento è solitamente riservato alle fibrosi più voluminose e alle curvature più importanti; l'intervento è più complesso del precedente ed è maggiormente gravato da esiti patologici come una ampia area fibrotica o il mancato attecchimento del tessuto che viene trapiantato al fine di colmare la lacuna dovuta alla rimozione della fibrosi.
Il trattamento chirurgico della curvatura va associato all'impianto di una protesi del pene quando la curvatura si associa ad erezioni incomplete ed insoddisfacenti.

Dott. Antonio Granata – andrologo
Referente Andrologia U.O. Endocrinologia e Malattie del Metabolismo
Nuovo Ospedale Civile S. Agostino/Estense Presidio di Baggiovara (Modena)