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Luoghi da non dimenticare... L'eccidio di Monte Sole

creato da Alessandra Lotti ultima modifica 11/04/2019 11:14
Lo scorso 27 marzo, i volontari del Servizio Civile si sono recati al Parco Storico di Monte Sole, in memoria dell'eccidio del 1944. Un'esperienza toccante all'insegna del ricordo e dell'impegno civile.

"Queste colline dalle dolci curve nascondono cicatrici sotto quei tappeti d'erba."

Fabjola Kodra – volontaria del Servizio Civile Nazionale



Ci sono luoghi da non dimenticare e questo è il caso di Monte Sole in provincia di Bologna, teatro di un eccidio durato una settimana. Infatti, dal 29 settembre al 5 ottobre 1944, quattro plotoni delle SS assieme ai soldati italiani della Guardia nazionale repubblicana, rastrellarono la zona da cima a fondo. Nel mirino non ci finirono solo i gruppi partigiani della “Stella Rossa”, ma anche civili, bambini, donne, anziani. Venne ucciso il bestiame e venne bruciato qualsiasi cosa, case comprese. Anche i comuni di Marzabotto, di Monzuno e di Grizzana Morandi vennero colpiti dalla ferocia dei nazifascisti con 185 vittime. Ma Monte Sole pagò il pegno maggiore: vennero uccise 770 persone, 216 bambini, 142 ultrasessantenni e 316 donne.

 

È questa la memoria che i giovani volontari del Servizio Civile, in visita il 27 marzo 2019 al Parco Storico di Monte Sole, hanno raccolto tra occhi lucidi, visi rigati dalle lacrime e cuori pesanti. Sotto la guida dei tre formatori Eugenio Santi, Maura Bondi e Marco Bombarda, i ragazzi hanno potuto ripercorrere i luoghi di questa storia drammatica e violenta, ricordando il sacrificio delle vittime e potendo osservare quello che la violenza della guerra ha lasciato... dolore, distruzione, vuoto.

 


Durante la visita accordata con la Scuola di Pace Monte Sole, sono stati ripercorsi quegli stessi sentieri che un tempo venivano usati dagli abitanti di Monte Sole, e durante la guerra anche dai partigiani, ascoltando diverse testimonianze. Sentieri che, da Caprara di Sotto a Caprara di Sopra, vedono la presenza di ruderi, un tempo case abitate da numerose famiglie, oggi testimonianza in pietra di quei drammatici eventi. Un percorso emozionale che è proseguito visitando la chiesa di Casaglia, la chiesa più importante dell’intera zona e punto di riferimento per i fedeli che vivevano a Monte Sole, adesso quasi completamente distrutta.

 

 

Ultime tappe sono state la vetta del Monte Sole, dove spicca la stele in memoria dei partigiani caduti e il cimitero di Casaglia. In quest’ultimo, i volontari hanno letto e ascoltato le testimonianze di quei pochi che sono riusciti a sopravvivere alle raffiche di mitraglia e alle bombe a mano. Come raccontò una superstite: “Quando arrivarono i nazisti non li vidi, avevo paura a guardarli in faccia. Chiusero la porta della chiesa e dentro tutti urlavano di terrore, specialmente i bambini. Dopo un poco tornarono ad aprire e ci misero in mezzo a loro e ci condussero al cimitero… Avevano mitra e fucili e cominciarono a sparare. Fui colpita da una pallottola di mitra alla coscia destra e caddi svenuta” (Da Renato Giorgi, Marzabotto parla, Venezia, Marsilio editori 1991, p. 62). Parole che squarciano la pace e il silenzio di questi luoghi in apparenza incontaminati, ma che nascondono una tragedia incancellabile.


I volontari hanno avuto l’opportunità di scrivere le loro emozioni su dei post-it, usati successivamente dai formatori per stimolare in loro riflessioni su quanto è accaduto. Inevitabilmente, sono emersi sentimenti di rabbia per la ferocia inaudita che si è compiuta, di commozione per il sacrificio delle vittime, di perplessità sui motivi dei crimini nazifascisti. Tutti questi sentimenti sono stati incanalati, con l’aiuto di Eugenio, Maura e Marco, verso un’ottica di formazione e di educazione alla pace, per trasformare la memoria in cittadinanza attiva, impegnandosi nella trasformazione nonviolenta dei conflitti, nel rispetto dei diritti umani e nella convivenza pacifica, per una società senza razzismi e senza violenze di ogni tipo verso l’essere umano e il suo ambiente.

 

Un messaggio di cui la Fondazione Scuola di Pace di Monte Sole si è fatta portatrice per raggiungere il maggior numero possibile di persone, soprattutto i giovani, organizzando visite guidate e attività di laboratorio per le scuole e per i gruppi di ragazzi. Un messaggio che è stato recepito anche dai volontari. Alcuni di loro hanno infatti scritto: "Perché siamo qui? Siamo qui in quanto cittadini e in quanto tali dobbiamo essere consapevoli che la barbarie non ha tempo, né colore politico, né cittadinanza. Il cammino di oggi è simbolo del percorso democratico che dobbiamo fare insieme, ancorati ai valori della pace, dell'ugualianza e della libertà".

 

Il percorso che i ragazzi del Servizio Civile hanno vissuto è stato dunque carico di emozioni, stimolando nelle coscienze di tutti l'impegno a coltivare un equilibrio sociale che prevenga ogni forma di brutalità.

 

 

Scuola di Pace Monte Sole

 

Sito internet della Scuola di Pace: https://www.montesole.org/

 

Facebook: Scuola di Pace di Monte Sole

 

YouTube: https://www.youtube.com/user/Scuoladipace

 

Telefono: 051 931574

 

Guarda la galleria con le foto scattate dai volontari!


A cura di

Laura Guaitoli

 

Foto fatte da Eugenio Santi, Angelica Sofia Ferrara e Marco Bombarda


Aprile 2019



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