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#iorestoacasa! "Il tempo in casa ti fa pensare... la gente non è abituata a questo mondo che rallenta improvvisamente"

creato da Lotti Alessandra ultima modifica 24/03/2020 09:48
Il racconto di Leonardo, volontario in Servizio civile universale presso il Comune di Modena, Progetto "Narratori Strategici 5th Generation"

Abbracci

 

23 febbraio 2020, questa è la mia data, pochi giorni dopo il mio compleanno ed un giorno prima dall’esame di estetica e filosofia, ricevo una mail dal Dipartimento di Bologna che è tutto chiuso niente esami, né lezioni per la prossima settimana.

Per me il disagio di questo Coronavirus è iniziato così ed ero sinceramente arrabbiato, volevo dare quell’esame che già era stato rimandato, volevo andare a lezione e studiare. Non sapevo che poche settimane dopo si sarebbe trasformata in pandemia e quindi reclusione per quasi tutti, quindi la presi sul personale pretendendo che tutto tornasse ad aprirsi, egoista come ero non vedevo il quadro generale.

 

Ora siamo bloccati in casa e badate io non posso lamentarmi, vivendo in campagna ho molto spazio per fare quello che voglio anche uscire e camminare tra gli alberi senza alcun disturbo, sono fortunato, molti non lo sono.

Il tempo in casa ti fa pensare, pensare con te stesso, cosa che non capita quasi più nella società velocissima in cui viviamo; sarà strano detto da una persona di 24 anni, ma da quando lavoro ho capito che sempre meno gente ha il tempo necessario per parlare con se stessa e chiedersi se quello che sta facendo la soddisfi oppure no. Da qui, per me, nasce la paura che stiamo vivendo in questi giorni, la gente non è abituata a questo mondo che rallenta improvvisamente, come se guidaste una Ferrari per una strada di montagna e frenaste all’ultimo davanti ad uno strapiombo, sareste costretti a guardarlo e ancora di più a farci magari i conti.

Non ho paura dei supermercati vuoti, della gente a meno di un metro dal mio viso, ho paura di coloro che non sanno stare da soli, perché loro saranno i primi a cercare dei modi per non rispettare delle regole che impediranno alla civiltà di implodere. Sento gente che dice di chiudere tutti i porti ed i ponti con le altre nazioni, abbiamo migliaia di esempi oggi (13 marzo) che ci indicano che ormai il mondo è paese: riceviamo aiuti dalla Cina, parliamo di cure staminali con le nazioni europee e addirittura l’Africa sta cercando di aiutarci, ma ancora di più ogni singolo individuo che dona quello che può ad un ospedale fa quella piccola differenza che ci aiuta ad eliminare qualche minuto in più in “quarantena”.

 

Quarantena è una parola che probabilmente nessuno si aspettava, la mia generazione non ha mai vissuto un processo mondiale così ampio, non siamo abituati a certe situazioni; ma non ho paura, basta continuare a fare quello che si può al meglio che si può, abbiamo un mese per imparare qualcosa, arricchirci leggendo, imparando cose nuove: suonare uno strumento, imparare un programma al computer, usare una macchina fotografica ... etc... Siamo lontani, ma vicini poiché tutti viviamo le stesse condizioni.

A Bologna hanno aperto varie iniziative sul web, i ragazzi si incontrano e si parlano attraverso canali come Skype o altri siti come Teamspeak di poesia o teatro, ci siamo inventati l’aperitivo online e siamo fortunati ad essere italiani perché continuamente ci prendiamo in giro e alleggeriamo una situazione che, vista in prima persona, credo sia inimmaginabile.

Io mi sono prefissato di studiare, andare avanti con l’università come farei normalmente semplicemente prendendomi più tempo per quanto riguarda una passeggiata che magari prima con il lavoro non avrei potuto permettermi. Ho scoperto il lavoro con il legno in queste poche settimane, quanto sia bello creare una cosa per te - fatta da te - e non pretendo che tutti siano uguali a me, ma abbiamo così tanto da poter riscoprire che forse ci basta guardare il lato mezzo pieno del bicchiere.

 

Aspetto come tutti il 3 aprile per poter correre dai miei amici e abbracciarli forte forse sarà prima, probabilmente sarà dopo, non importa, l’importante sarà abbracciarsi e capire quanto questo gesto non sia una cosa scontata.

 

 

Leonardo, volontario SCU

presso Comune di Modena - Ufficio Comunicazione

Progetto "Narratori Strategici 5th Generation"


 

Leggi le testimonianze di altri giovani #iorestoacasa

Pasquale, volontario in Servizio Civile Regionale presso Comune di Modena, nell'ambito del progetto "Network Giovani"

Giorgia, volontaria del Servizio Civile Universale presso il Comune di Modena, nell'ambito del progetto "Narratori strategici 5th Generation"

Daniela, volontaria in Servizio Civile Universale presso il Comune di Modena, progetto "Narratori Strategici 5th Generation".

Arianna, volontaria in Servizio Civile Universale, presso il Comune di Modena, Progetto "Cresciamo insieme nel sociale"


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