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La città del '900 e il suo futuro

creato da Alessandra Lotti ultima modifica 05/12/2019 11:35
Un convegno aperto a tutti, dedicato allo sviluppo urbanistico e culturale della città di Modena.

Venerdì 15 novembre, presso il Teatro Fondazione Collegio San Carlo, si è tenuto il convegno dal titolo “La città del Novecento tra storia e futuro. Patrimonio architettonico e cultura urbana nella trasformazione della città”. L'evento è stato promosso e organizzato dall'Ufficio Ricerche e Documentazione sulla Storia Urbana del Comune di Modena con la collaborazione dell'Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna (IBACN), e di Fondazione di Modena, a conclusione del progetto “La città del Novecento e il suo futuro” sempre curato dall'Ufficio.  

Ad aprire la giornata i saluti istituzionali di Gian Carlo Muzzarelli, Sindaco di Modena, con una riflessione sui piani di riqualificazione che interessano la nostra città. L'obiettivo delle istituzioni è infatti quello di rispondere ai bisogni dei cittadini e di garantire loro il diritto a una città sostenibile e di qualità. Insieme al sindaco, ha partecipato ai saluti istituzionali anche Roberto Balzani, presidente IBACN.

Il convegno si è sviluppato in tre sessioni tematiche, partendo dagli interventi di Carlo Olmo, storico della città e dell'architettura e professore emerito al Politecnico di Torino, di Catia Mazzeri, responsabile dell'Ufficio Storia Urbana, e di Vanni Bulgarelli, consulente dei progetti “Le città sostenibili. Storia, natura ambiente” e “La città del Novecento”. Ha chiuso la prima sessione Matteo Sintini, storico dell'architettura e funzionario del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo.

I relatori hanno evidenziato il rapporto fra la conoscenza del patrimonio architettonico del '900 (nel quale vive il 90% dei cittadini) e i progetti di riqualificazione urbana, che non solo devono tenere conto degli aspetti architettonici e urbanistici dello sviluppo della città, ma anche delle esigenze della comunità che vi risiede. Avviando questi interventi di trasformazione non si può però trascurare il fatto che Modena, così come tutte le città di queste dimensioni, abbia avuto una storia estremamente ricca, interessante e diversificata, sia dal punto di vista politico che economico e culturale. Infatti così come la struttura urbana si è modificata a seguito di processi di lungo periodo – processi che a partire della trasformazione industriale hanno richiesto tempi sempre più accelerati – così anche i cittadini che la abitano sono cambiati nel tempo. Proprio a causa di questo continuo mutamento non è possibile immaginare un modello unico e ideale per la città del Ventunesimo secolo.

La questione delle città costruite nel '900, in quella che è la visione dell'Ufficio Storia Urbana, diventa quindi una questione culturale, da affrontare con gli strumenti necessari.

Alla seconda sessione, condotta da Silvia Botti, direttore della rivista “Abitare”, hanno partecipato in un confronto a più voci: Luca Biancucci, direttore del Consorzio attività produttive aree e servizi; Federica Rocchi, presidente di associazione Amigdala; Giulio Orsini, presidente dell’Archivio Architetto Cesare Leonardi; Giuliano Barbolini, presidente di Emilia Romagna Teatro Fondazione; Giacomo Pedini, docente all’Università di Bologna; Anna Allesina, presidente dell’Ordine degli Architetti PPC della provincia di Modena; Maria Sergio, dirigente del Settore pianificazione territoriale rigenerazione urbana del Comune di Modena.

Rilevante, nel dibattito, è stato il tema delle periferie, che ha indicato la presenza a Modena di una rete che a diversi livelli si occupa della città: esiste una città anche fuori dal centro storico, che merita attenzione da parte di chi pianifica l'espansione urbanistica. E' quindi necessario implementare delle attività che rivitalizzino queste aree, con progetti che ne valorizzino il tessuto culturale e migliorino la qualità della vita degli abitanti, come ad esempio laboratori teatrali.

La mattinata si è conclusa con un dialogo tra Antonio Calafati, professore di studi urbani all’Accademia di Mendrisio e Simone Ombuen, professore di urbanistica all’Università Roma 3, e coordinato da Laura Moro, direttore IBACN.

Riprendendo i temi affrontati nelle sessioni precedenti, i relatori hanno approfondito l'innovazione urbanistica dal punto di vista della crescita economica. Nel comparare lo sviluppo di città apparentemente simili per dimensioni, popolazione e servizi dedicati ai cittadini, non necessariamente si osserveranno gli stessi risultati: è importante, infatti, tenere conto anche di fattori come le caratteristiche del territorio e la disponibilità di mezzi e risorse. Tra queste, è particolarmente rilevante la presenza di realtà aziendali conosciute a livello internazionale, come il distretto ceramico e la Ferrari per la città di Modena.

Presente al convegno anche Andrea Bortolamasi, assessore alla Cultura, Politiche giovanili, Città Universitaria. La sua visione per il futuro di Modena è quella di una città identitaria e coraggiosa, capace di sperimentare nuovi linguaggi artistici in spazi nuovi e di dare la possibilità ai giovani artisti e creativi di trovare occasioni per crescere.

La giornata è stata anche un’occasione per presentare il progetto "Le città sostenibili. Storia, natura, ambiente”, frutto di un lavoro ventennale condotto dall’Ufficio Ricerche e Documentazione sulla Storia Urbana del Comune di Modena, in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Ambientali e l’Assessorato all’Urbanistica.

L'obiettivo del progetto è rendere i cittadini più consapevoli di ciò che Modena ha da offrire loro, delle potenzialità degli spazi pubblici e di quali siano i processi che hanno caratterizzato Modena nel corso del tempo.

Un convegno come questo è un'occasione per avvicinare tutta la comunità ai piani di trasformazione ambientali e urbanistici che caratterizzano Modena, ed è la dimostrazione che questo tipo di attività non deve per forza limitarsi ai professionisti del settore.

 

 

 

 

La redazione ringrazia Catia Mazzeri, responsabile dell'Ufficio Storia Urbana dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Modena, per la disponibilità dimostrata durante la stesura dell'articolo.

 

 

 

 

A cura di

Laura Pergreffi ed Elisa Zanetti


Con la collaborazione di Davide Morgillo

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