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Intervista alla consigliera comunale Camilla Scarpa: quando la politica punta sulla cittadinanza attiva.

creato da Alessandra Lotti ultima modifica 01/10/2019 09:51
Il ciclo di interviste ai giovani politici continua! Questa volta Stradanove ha intervistato la consigliera comunale Camilla Scarpa. Scopri quali sono i suoi obiettivi e progetti futuri.

Stradanove continua il ciclo di interviste ai giovani politici di Modena! Questa volta è il turno della modenese Camilla Scarpa, classe 1997, eletta per la prima volta consigliera comunale, dopo le elezioni svoltesi a Modena lo scorso maggio. Attenta da sempre alle tematiche di cittadinanza attiva e al mondo scolastico, Camilla ha parlato di questo e non solo durante la nostra intervista. Non ti resta che leggerla per conoscere gli obiettivi e gli interessi della neoconsigliera.

 

 

Raccontaci di te. Qual è il tuo percorso di studi?

Sono stata una studentessa del liceo classico San Carlo, perché all'epoca San Carlo e Muratori erano ancora divisi; infatti sono stata l'ultima rappresentante del Liceo San Carlo. Dopodiché, ho scelto un percorso un po' anomalo rispetto ai miei studi classici, nel senso che ho scelto Economia Mercati e Istituzioni, ovvero la laurea in Scienze economiche ma con un taglio sociologico e politologico. Penso infatti che per il percorso magistrale mi orienterò su Scienze politiche. In particolare, mi interessa il corso di laurea in Politica, Amministrazione e Organizzazione, in cui si può scegliere tra un curriculum organizzativo, che tocca tutti gli ambiti dell'organizzazione da quella partitica a quella aziendale, e un curriculum incentrato sulle scienze amministrative che mi interessa maggiormente. Parlando di oggi, mi mancano cinque esami alla laurea in Economia a Bologna, e spero di essere laureanda a breve.

 

Sei ancora coordinatrice della Rete degli Studenti Medi? Che esperienza è stata?

No, non sono più coordinatrice della Rete degli Studenti Medi. Sono stata sia coordinatrice della Rete di Modena sia coordinatrice regionale della Rete degli Studenti dell'Emilia-Romagna e ho concluso il mio mandato come coordinatrice regionale ormai da un anno e mezzo. Ho conosciuto la Rete degli Studenti a 16 anni tramite una loro iniziativa sul tema dei neofascismi, un tema che volevo studiare e approfondire in ottica critica. Quella con la Rete degli Studenti è stata una esperienza importantissima, perché è stato il primo modo per avvicinarmi all'attivismo e alla politica. Inoltre, la rappresentanza di una categoria, quella studentesca, ti permette di conoscere come si organizzano e si mobilitano le persone, ma come si rivendicano maggiori diritti attraverso per esempio la contrattazione con le istituzioni.

 

Come è nata la tua passione per il mondo della politica?

Bella domanda. Una passione nasce un po' inconsciamente, maturando poi negli incontri e nelle opportunità che il proprio percorso di crescita ti presenta. Mi sono sempre interessata all'attualità, ho sempre letto tantissimo e alle superiori ho cominciato ad approfondire i classici del pensiero politico, quando sono arrivata a metà delle superiori ho sentito la necessità di impegnarmi attivamente in qualcosa. A scuola nel frattempo avevo cominciato ad aiutare nell’organizzazione delle autogestioni e a coinvolgere i miei compagni nella partecipazione alle manifestazioni, a partire da quella contro il DDL Aprea nel 2012. C'è stata una fase in cui ho cercato di capire quale fosse l'organizzazione in cui poter attivare un percorso di militanza, un’organizzazione che mi rappresentasse appieno. Sono così entrata in contatto con le associazioni studentesche di stampo sindacale, la Rete degli Studenti Medi prima e la Rete degli Universitari poi e mi sono appassionata all'obiettivo e alla funzione che un sindacato degli studenti può avere.

 

Come riesci a conciliare la tua attività di consigliera comunale con l'università?

E' impegnativo. Da un lato lo studio per essere utile necessita di un livello di coinvolgimento sia in termini di impegno che di ragionamento; dall'altro lato c'è l'impegno in Consiglio, che è grande e appassionante. Tra l'altro anche in Consiglio comunale non si smette di imparare. Essendo alla mia prima esperienza devo imparare ancora molte cose, ma questo vale anche per gli altri, perché quando ci si approccia a un tema nuovo o ad una interrogazione o mozione da scrivere, è chiaro che bisogna sempre entrare un po' nella materia, che a volte può essere molto tecnica, penso per esempio all'urbanistica al bilancio.

Sono determinata nel riuscire a conciliare l'attività di consigliera con l'università. Per me l'università è importante, è un percorso che mi sta arricchendo sia a livello personale che politico.

 

Quali sono i temi che vuoi affrontare durante il tuo mandato?

I temi sono molteplici. Io e la mia lista, Sinistra per Modena abbiamo scritto e presentato ai cittadini un insieme di proposte che si aggiungono al programma di coalizione, cioè il programma del sindaco Muzzarelli che abbiamo elaborato insieme alle altre forze politiche. Al centro del nostro programma abbiamo messo il lavoro, perciò il ruolo che il Comune può avere rispetto a tale tematica. Si può fare molto per intervenire ad esempio sulla questione della precarietà, e anche per garantire tutele e diritti ai lavoratori in caso di crisi aziendale e nei settori più critici. Rispetto a questo è importante coinvolgere le parti sociali, in primis i sindacati dei lavoratori, attraverso per esempio la stesura di un nuovo Patto per il Lavoro di consiliatura.

 

Altrettanto importante è il tema del welfare e delle pari opportunità, quindi i servizi e le progettualità che il Comune mette in campo per i cittadini, in modo da creare una città che non lasci indietro nessuno, un messaggio questo che Sinistra per Modena ha portato avanti in campagna elettorale. Bisogna costruire le condizioni per non escludere nessuno e creare una comunità forte che possa valorizzare tutti. Da questo punto di vista centrali sono i temi del diritto alla casa, della salute, dell’educazione, della scuola. Ma anche le politiche di contrasto alle discriminazioni di genere e alle discriminazioni legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere. Un altro tema che rientra nell'agenda delle priorità è quello dell'ambiente, in questo momento c'è un movimento fortissimo, non solo i ragazzi di Modena Fridays for Future (so che avete intervistato Morgan: leggi la sua intervista), ma in generale c'è molta sensibilizzazione da parte dell’opinione pubblica. Ritengo che non bastino le parole, infatti è necessario intervenire in maniera mirata. Nelle prossime settimane si evolverà il percorso del PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) del Comune di Modena che deve però essere un punto di partenza per discutere di trasporto pubblico locale, di mobilità ciclo-pedonale, di mobilità pubblica su ferro, che secondo il mio punto di vista sono tutte questioni fondamentali. Un altro aspetto importante è quello della gestione dei rifiuti, dell’utilizzo della plastica e dell’energia, su cui l’amministrazione può incidere in maniera concreta.

 

Il tema, invece, che riguarda tutti è quello dei giovani e degli studenti, l’Unimore ha superato le 20.000 iscrizioni e in città ci sono oltre 14.000 studenti medi, un numero piuttosto alto a cui dobbiamo ancora adattarci. Il Comune di Modena deve ragionare su come rendere la città a misura di studenti e come creare delle opportunità sia in termini culturali sia migliorare i servizi, penso alla mobilità, alle biblioteche e agli spazi di svago. Penso che sia rilevante anche intervenire rispetto a un’altra fascia: quella dei ragazzi che hanno terminato le scuole superiori o l’università e si devono approcciare al mondo del lavoro.

È necessario anche affrontare la questione della casa, per gli studenti universitari fuori-sede e non, e su come si mettano i giovani nelle condizioni di avere un’abitazione propria, un problema assai critico in questa fase perché il costo degli affitti è molto alto e ci sono pochi appartamenti disponibili rispetto alla domanda che è in crescita.

Durante la campagna elettorale insieme a 200 giovani studenti e lavoratori di Modena abbiamo scritto e firmato un appello per la Modena del Futuro: un insieme di proposte discusse ed elaborate dal basso che mi sono impegnata a portare in consiglio in questi 5 anni di mandato.

 

Qual è il tuo pensiero sul Servizio Civile?

Il Servizio Civile è un’esperienza importantissima, ogni anno sono tantissimi i giovani che svolgono il servizio civile e penso che in futuro intraprenderò questa strada. Ritengo che sia un’opportunità per misurarsi in contesti lavorativi o di volontariato e di compiere qualcosa di diverso. Grazie al Servizio Civile i giovani hanno l’opportunità di attivarsi, di impegnarsi e di sviluppare competenze.

 

Abbiamo letto il tuo discorso durante il presidio antifascista nel 2016. Le cose sono cambiate? Qual è il rapporto dei giovani di oggi con la politica?

Ricordo quell’intervento, lo scrissi durante una lezione della mia professoressa di italiano, che mi scuserà, ma mi avevano comunicato dell’intervento solo quella mattina e io avevo lezione. Le cose sono cambiate per alcuni versi anche se alcuni aspetti restano simili, nel senso che negli ultimi 20 anni abbiamo assistito ad un processo di disaffezione profonda alla politica e sfiducia nei confronti delle istituzioni, dei partiti, dei corpi intermedi, non solo da parte della nostra generazione, ma di tutti i cittadini. Questa disaffezione ha portato a un crollo reale della partecipazione, ricordiamo che le ultime elezioni regionali dell’Emilia-Romagna hanno visto una affluenza del 37%. Credo che quando ci troviamo davanti a fenomeni di questo tipo rispetto al calo della partecipazione la responsabilità non possa essere solo dei cittadini, ma sia la politica ad aver sbagliato qualcosa - talvolta molto - nel rapporto con i cittadini, nella capacità di rappresentarne bisogni e istanze. È inoltre importante tenere presente che la nostra generazione non ha, per questioni storiche, una cultura politica e ideologica radicata. Non ci sono contesti in cui veniamo a contatto con le tematiche di attualità e che ci permettano di farci un’opinione, perché a scuola non si parla di politica, in famiglia spesso se ne parla poco e in genere si fa fatica a leggere giornali e a trovare stimoli e punti di riferimento anche sotto il profilo culturale. Facciamo in questo modo fatica ad informarci e questo ha creato una situazione per cui c’è complessivamente un disinteresse nei confronti della politica.

 

Qualcosa, però, negli ultimi anni si è modificato: da un lato quella disillusione a cui si sono sommati gli effetti che la crisi economica ha avuto su ampi strati della popolazione, si è spesso trasformata in paura e rabbia sociale, in una generale percezione di insicurezza che è stata ampiamente strumentalizzata e cavalcata dalle destre, non solo in Italia ma in tutto il mondo. La cosa più grave è che destre abbiano utilizzato le categorie socialmente più deboli, penso ai migranti ma non solo, come capro espiatorio. Rispetto a quanto dicevo nell’intervento del 2016, si è notata anche una crescita della militanza dei giovani nelle organizzazioni neofasciste anche a Modena e in Emilia-Romagna, seppure in misura minore rispetto ad altre zone del nostro paese.

Dall’altro lato, però, nutro grande speranza nel futuro perché qualcosa si stia muovendo, si pensi al movimento che si è generato nelle piazze quest’anno: dalla grande partecipazione in occasione del Pride (leggi il nostro articolo sul Modena Pride), alle piazze femministe dell’8 marzo che mirano all’abbattimento di una società patriarcale che tuttora c’è, dalle tante piazze sui diritti umani a quelle per l’ambiente: i Global Strike. La domanda di partecipazione dei giovani, nelle piazze come nel volontariato, in ambito artistico e culturale, esiste: la politica deve mettersi nelle condizioni di intercettarle e far sì che un ragazzo o una ragazza che si vuole impegnare trovi spazi in cui crescere e essere valorizzato. Anche le istituzioni hanno una funzione e possono mettere in campo azioni per promuovere senso civico, solidarietà, costruire spazi collettivi di discussione e dialogo.

 

Che consiglio daresti a un giovane che ha intenzione di intraprendere la carriera politica?

Fare politica vuol dire tante cose e non è necessariamente una questione di prospettiva di carriera: significa prima di tutto attivarsi e impegnarsi per migliorare le condizioni della propria comunità, sia essa una scuola, l’università, la propria città o il Paese. Ad un giovane che vuole fare politica, darei un primo consiglio che è quello di essere resilienti, perché la politica è anche questo: avere coraggio nel portare avanti le proprie idee anche se significa non essere d’accordo con tutti, non farsi abbattere perché non sempre è facile. È fondamentale portare avanti le proprie idee, rimanendo coerenti con il proprio pensiero, e non farlo mai da soli ma insieme, nella consapevolezza che la politica è prima di tutto mettersi al servizio degli altri.

 

Prima hai citato Morgan di FridaysForFuture Modena che durante l’intervista che gli abbiamo fatto come Stradanove ci ha detto che siete amici. Cosa ne pensi del movimento?

Penso che sia importantissimo e ha creato una mobilitazione fortissima da parte degli studenti che non si vedeva dai tempi delle manifestazioni contro le riforme Gelmini sulla scuola e sull’università. Un altro aspetto interessante di questo movimento è quello di essere internazionale e questa era una cosa impensabile in questi termini fino a qualche anno fa.

La questione ambientale è la questione fondamentale oggi, se facciamo finta di non vedere che c’è una crisi climatica in atto, se non interveniamo con delle politiche concrete significa che abbiamo lo sguardo corto e non riusciamo a guardare più avanti di pochi anni rispetto ad ora. Non basta semplicemente fare “un po’ meglio” serve un cambio di paradigma: individuare un nuovo modello di sviluppo che non si basi sullo sfruttamento di risorse ambientali e del lavoro a beneficio di pochissimi sempre più ricchi e sempre più potenti. L’elemento rilevante è la partecipazione che questi ragazzi hanno, la voglia di mobilitarsi e di tradurre le mobilitazioni in azioni reali.

Il 20 settembre è iniziata la settimana dell’ambiente che ha lanciato Fridays for Future e il 27 si è svolto lo sciopero, a cui ho partecipato ovviamente anche io. Credo che la sfida ora sia proprio quella di provare a tradurre questo grande sforzo di mobilitazione in proposte concrete su cui tra l’altro il movimento sta già lavorando. In questo momento è necessario che ci sia l’intelligenza da parte delle istituzioni e della politica (non parlo solo della città, ma anche a livello regionale, nazionale e globale) di prestare attenzione a tali rivendicazioni, di tradurle, di ascoltare i ragazzi perché hanno le idee chiare.

 

Come hai vissuto le ultime elezioni?

Ho vissuto le ultime elezioni sempre di corsa e a parlare con tante persone, è stata un'esperienza molto arricchente di spunti e di riflessioni. Non sono mai stata da sola, con me c’erano i miei compagni di lista e tanti ragazzi e ragazze che mi hanno aiutata e sostenuta, per questo il risultato della lista e la mia elezione è soprattutto frutto di uno sforzo collettivo e di un progetto. Abbiamo costruito momenti di ascolto e di confronto insieme ai miei compagni di lista, abbiamo organizzato assemblee e iniziative assieme alle altre forze della coalizione. Ho anche sperimentato un ritorno ai porta a porta classici: suonare ed entrare in casa delle persone e parlare con loro, una pratica che è stata sostanzialmente abbandonata, alla quale però tenevo. È importante entrare a contatto realmente con quelli che sono i bisogni delle persone, perché alla fine la politica è questo: mettersi al servizio dei bisogni degli altri, dei loro desideri e delle loro preoccupazioni, e cercare di dare delle risposte.

 

Sei capogruppo di Sinistra per Modena, un incarico rilevante come prima esperienza di consiglio. Come sono stati i primi mesi in questo ruolo?

Siamo tre consiglieri di Sinistra Per Modena, per cui dobbiamo organizzarci tra di noi e coordinarci sulle tematiche. I primi mesi di consiglio sono stati importanti e mi hanno fatto capire meglio cosa effettivamente succede, come muoversi. Per quanto riguarda l’attività da consigliere i momenti formali sono le sedute del consiglio comunale, che si riunisce una volta alla settimana per intervenire sia sulle mozioni/interrogazioni dei consiglieri, sia sulle delibere di giunta, in cui si svolge un vero e proprio dibattito politico. Ci sono poi le commissioni, che sono momenti di approfondimento utili per capire meglio la materia. Il consiglio comunale e quasi tutte le commissioni sono pubbliche, per cui qualunque cittadino può assistere. Infine, come capigruppo abbiamo la conferenza dei capigruppo, che è il momento di confronto tra tutti i capigruppo sia di maggioranza che di minoranza. Per ora l'esperienza è intensa e mi sta piacendo molto, per me è un momento veramente importante dal punto di vista della crescita personale. C'è molto da imparare, per cui staremo a vedere. La cosa più importante per sarà riuscire a portare le tematiche per cui mi sono sempre battuta in consiglio e svolgere il mio ruolo in costante ascolto e dialogo con i cittadini e le cittadine.

 

Quali sono i tuoi obiettivi e progetti futuri?

Prima ho elencato gli obiettivi di mandato più generali, ma è importante capire come incidere anche sulle questioni più vicine ai cittadini. Penso al tema della mobilità sostenibile, soprattutto per il nostro trasporto pubblico locale diurno e notturno, che è un tema complesso ma molto sentito dai cittadini su cui bisogna investire attraverso politiche di agevolazioni o gratuità, attraverso l’aumento della frequenza delle corse in alcune fasce orarie, per esempio quelle di entrata e uscita dalle scuole. Penso alla cultura e ai servizi per gli studenti, ad esempio ridiscutendo gli orari di apertura delle biblioteche comunali per renderle più accessibili ai giovani, tema su cui abbiamo presentato una mozione come forze di maggioranza; o penso ancora al grande problema abitativo rispetto al quale serve sostenere una battaglia contro il fenomeno degli immobili abitativi tenuti sfitti, mettere vincoli e paletti anche a piattaforme digitali globali come AirBnb e utilizzare lo strumento del canone concordato. Ma penso chiaramente anche al tema del lavoro e alla necessità di individuare un modello di sviluppo attraverso lo strumento del Patto per il Lavoro su cui l’amministrazione si è già impegnata e di fornire più tutele anche ad alcune categorie specifiche come quella dei lavoratori della Gig Economy con l’introduzione di una Carta dei diritti fondamentali dei Riders e dei lavoratori digitali, sul modello di quella siglata a Bologna.

 

Hai altri interessi oltre alla politica?

La politica è una passione importante che occupa sia molto spazio che molta testa. Mi impegno da sempre anche in ambito culturale e aggregativo anche se sono convinta che anche fare cultura sia un atto politico, nel senso più ampio del termine. Nel mio tempo libero sono una lettrice appassionata, e amo viaggiare: mi piace moltissimo visitare musei, ma anche andare a rilassarmi. Queste sono le mie passioni principali, ma ne ho anche un'altra nel cassetto: quando ero piccola volevo fare la scrittrice, e ancora oggi scrivo poesie. Per ora non lo sa quasi nessuno, ma continuo a coltivarla.

 

La Redazione di Stradanove ringrazia Camilla Scarpa per la sua disponibilità e le augura di raggiungere i suoi obiettivi non solo politici, ma anche di vita personale.

 


A cura di Laura Guaitoli, Laura Pergreffi ed Elisa Zanetti

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