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TAKWA HADDAD

creato da eugenio bignardi ultima modifica 18/06/2014 10:40
La storia di Takwa (che in arabo significa "fede"), giovane modenese, tanto originale quanto curiosa, con origini tunisine e un'attenzione mondiale verso vita, società, cultura e

In arabo Takwa significa fede, ed è il nome di una ragazza modenese di famiglia tunisina. Suo padre è venuto in Italia 30 anni fa, con tanto di aereo di linea e permessi, per cercare una situazione diversa. Dopo il cambio di regime avvenuto negli anni '50 (da colonia francese a presidenza di Bourghiba) erano tanti i giovani a emigrare all'estero, come da noi oggi. Cresciuta in una famiglia bilingua la scelta per gli studi superiori è stata lingue, arrivando a conoscere complessivamente: arabo-italiano-francese (vale il modenese?).

 

C'è chi, in adolescenza, si sveglia in modo brusco dal periodo bambino maturando velocemente. Può essere per una delusione amorosa, un viaggio oppure perchè no, una bocciatura. Così è stato per lei. Aveva pensato, come molti, di lasciare la scuola e magari tornare in Tunisia, dove ostinatamente i suoi la mandano ogni estate tentando di farle entrare un po' di cultura natìa in testa. Poi ha pensato a tutte quelle persone che venivano via da lì, ha cambiato idea. Era là quando è scoppiata la “primavera araba”. Il 12 gennaio prende un aereo per tornare, non sapeva che il 13 avrebbero chiuso gli aeroporti. Ripresa la scuola raggiunge la quinta e in questi tempi si prepara all'esame (dovrebbe). Pobabilmente andrà all'università di lingue, mercati e culture dell'asia, aggiungendo il giapponese al suo vocabolario.

 

Ma cosa fa a parte la scuola? Takwa è attivissima, fa volontariato, legge, non guarda la tv e soprattutto si informa. Aiuta i bambini nei doposcuola e li descrive come formidabili. Racconta di una volta in cui, mentre spiegava nel modo più semplice possibile il conflitto israelo – palestinese, un bambino le ha chiesto “come mai gli ebrei si comportano così dopo quello che è successo?”, non sapeva rispondere. Si occupa di medio oriente, nel senso che è per lei una causa per cui vivere. Sa di non potere cambiare la situazione che c'è in Siria o Iraq stando qui, ma può informare. Può fare sapere ad altre persone cosa succede, renderle più sensibili all'argomento, come per esempio dirti che israele possiede Sodastream, Mc Donald, Starbucks e anche la Bic (hai presente le bic?). Questo argomento in particolare la vede attiva anche con B.D.S. (boicottaggio, disinvestimento e sanzioni) che l'ultimo anno ha fatto perdere 8 miliardi di fatturato ad israele (alla faccia degli scettici). Quando le chiedo quali sono i canali d'informazione rimango meravigliato dalla risposta: contatti diretti.

 

Nel suo tempo libero mentre si informa, cerca, guarda e confronta, visita siti e blog, conosce personalmente tanti attivisti in giro per il mondo. Aveva 13 anni quando conobbe Vittorio Arrigoni che divenne per lei un punto di riferimento. “Gli ho scritto su facebook” dice “ho visto che pubblicava articoli e l'ho cercato”. Va in crisi quando “Vik” viene ucciso nel 15 aprile del 2011. La morte del giovane attivista suscita sdegno e proteste in tutto il mondo, anche se in italia nessun rappresentante del governo ha partecipato al suo funerale né attribuito riconoscimento pubblico in sua memoria. Per un anno Takwa molla la causa medio orientale, dicendosi “se non ce l'ha fatta lui, cosa posso fare io?” ed è solo un anno dopo, all'anniversario della sua morte, che cambia idea.

 

Le piace molto leggere e ultimamente si è buttata in “Quello che mi spetta” per soddisfare la curiosità verso l'Iran. Quasi non ci credo che per lo stesso motivo abbia cercato e trovato una parrucchiera iraniana qui a Modena a cui rompere le scatole per sapere come sia vivere là. La stessa curiosità che l'ha portata ad auto-invitarsi a casa di un amico palestinese per sapere altre storie, altre sfaccettature, altre vite. Da grande vorrebbe fare l'interprete.

 

Vuole mandare un messaggio a tutti, ma in particolare ai giovani. Dobbiamo dare il massimo per farci una cultura a 360°, a partire dalla scuola che dovrebbe essere valorizzata in primis dai giovani perchè è più comprensibile per un adulto non riuscire a rinnovarsi.

Cita una frase del celebre Malcolm X:

Se non state attenti, i media vi faranno odiare le persone che vengono oppresse e amare quelle che opprimono.”

 

 

Eugenio Bignardi

 

 

intervista realizzata nell'ambito del progetto mosaico