Tu sei qui: Home / Mosaico / Mosaico / Interviste / SPORT E SCIENZA: IL BINOCOLO CHE PUNTA AL FUTURO

SPORT E SCIENZA: IL BINOCOLO CHE PUNTA AL FUTURO

creato da Noemi Vetturini — ultima modifica 02/07/2014 08:55
Un gruppo dalle età e dalle origini più disparate incontrato con l'Infobus

E' stato davanti al bar del parco Amendola che li abbiamo notati. Ciò che ha catturato la nostra attenzione, è stato vedere un gruppo particolarmente misto e multietnico. Alcuni in ansia per l'esame di terza media e altri per quello di maturità, sono tutti studenti con età completamente diverse. Ancora più incredibile, è stato notare che tutti fossero nati in Italia, ma con origini totalmente diverse. Uno dalla Tunisia, uno dalle Filippine, un altro dal Ghana, un altro ancora dall'Albania e tre dal Marocco.

 

Generalmente sono un gruppo di 20 persone, tra cui 14 maschi e solo 6 femmine. Ci dicono di incontrarsi spesso al parco Amendola, un posto che a loro piace molto, in cui possono passare volentieri il tempo nei caldi pomeriggi d'estate. Apprezzano molto gli eventi che solitamente lì vengono organizzati per i giovani, come i “Buskers”, 3 o 4 giorni in cui il parco si veste di musica, colore e artisti di strada.

 

Proprio per questo motivo, vorrebbero che a Modena ci fossero più posti come il parco Amendola, luoghi tranquilli e sicuri in cui divertirsi serenamente con gli amici. Dicono, infatti, di non frequentare alcune zone di Modena, per loro troppo pericolose e poco sicure. “Sono zone non belle. Anche se sei lì tranquillo con i tuoi amici, delinquenti o drogati vengono comunque a dare fastidio. A noi queste cose non piacciono”.

Ciò nonostante, apprezzano molto tutto quello che Modena ha da offrire per i giovani, come discoteche, piscine e attività gratuite a cui poter partecipare.

 

A differenza di tanti altri giovani, loro non abbandonano sogni, progetti o ambizioni per il futuro. Ammettono di vivere in una realtà complessa, in cui le possibilità vengono sempre meno, ma non si privano di ambire a ciò che loro amano fare nella vita.

È interessante come in questo gruppo, si percepisca come una sorta di dualismo: sport e scienza.

In particolare due di loro, sono soliti praticare ogni tipo di sport, dal calcio al baseball, dal basket alla pallavolo, e così via. Oltre ad essere un qualcosa che fanno con piacere, rappresenta per loro un particolare mezzo d'aggregazione, un modo semplice e perché no, dilettevole, con cui possono conoscere compagnie e persone diverse e del tutto nuove. Non c'è da stupirsi se uno desideri fare il giocatore di calcio e l'altro di baseball.

 

L'altra parte del gruppo, invece, mostra un tendenza molto più scientifica. Informati sui temi d'attualità, sono ampiamente coscienti dell'attuale situazione italiana e, in modo particolare, non accettano i pochi finanziamenti riservati alla ricerca. È così che giustificano la “fuga di cervelli”, questa continua e sempre più frequente tendenza dei giovani di evadere all'estero. Non negano di avere anche loro questo progetto: imparare l'inglese e andare in America.

 

Ciò nonostante, sono ragazzi che in Italia si trovano molto bene. Lo descrivono come un paese in cui si può vivere serenamente, con scuole molto più efficienti di altre.

Ammettono, comunque, di sentire la mancanza dei paesi d'origine, in cui comunque alcuni di loro sono cresciuti e hanno famiglia. Come dice, infatti, uno di loro, sarebbe perfetto “vivere in Italia e poter andare di tanto in tanto in vacanza nel mio paese”.

 

 

 

La testimonianza dei quattro ragazzi è stata raccolta dall'operatrice Infobus Elena Ferraguti e dalla stagista Noemi Vetturini nell'ambito del progetto mosaico.

Testo a cura di Noemi Vetturni.