Tu sei qui: Home / Mosaico / Mosaico / Interviste / DALLA GUERRA AFGHANA A UNA NUOVA VITA A MODENA

DALLA GUERRA AFGHANA A UNA NUOVA VITA A MODENA

creato da Emily Ruth Navarro Guerrero ultima modifica 18/06/2014 10:44
Gli operatori del progetto Infobus hanno incontrato e intervistato tre ragazzi afgani residenti a Modena

Dall'Afghanistan a Modena il "viaggio", non solo chilometrico, può essere davvero molto lungo. Ma il desiderio di un futuro, di una vita migliore, di una speranza, può abbattere confini e barriere.


Abbiamo incontrato a Modena presso il centro Happen tre ragazzi afghani conosciuti tramite il progetto di orientamento al lavoro “Work in Progress”.

Hanno tra i 19 e i 27 anni e sono arrivati in Italia da più o meno un anno, dopo aver attraversato vari stati e percorso diverse strade.

La decisione di intervistarli nasce dal voler comprendere la visione e i problemi che hanno i giovani che provengono da una realtà diversa.

 

Il loro problema più grande è, come per molti altri giovani incontrati, la difficoltà a trovare lavoro. Cercando un'occupazione nelle fabbriche è capitato loro di sentirsi rispondere “non portate più i curricula, tanto non c'è lavoro!”. Uno di loro ha trovato lavoro a Pavullo presso un bar/kebab ed è molto contento e questo dà speranza anche agli altri.

 

Uno degli intervistati, parlando della sua vita in Italia, ci dice che “qui” sta bene (fisicamente), che la sua vita è migliorata, ha da mangiare e un posto dove dormire, ha seguito dei corsi di formazione professionale e ha avuto la possibilità di studiare la lingua italiana scritta e parlata.

Nonostante questo il suo cuore soffre per la lontananza dalla famiglia e perché non può aiutare i genitori.

 

La decisione di abbandonare il paese d'origine è legata alla ricerca di una vita migliore e per allontanarsi dalla quotidianità della guerra.

Come ci spiegano, fin dalla nascita hanno conosciuto la morte: Parli con un amico lo saluti e il giorno dopo non c'è più.

Anche oggi le persone hanno una reazione di diffidenza e timore quando vengono a conoscenza della loro provenienza, attribuendogli stereotipi legati alla guerra ed al fondamentalismo religioso.

 

Alla domanda su cosa vorrebbero cambiare di Modena, rispondono che non ci siano più persone che chiedano la carità per strada, ma che chi possiede tanto doni il minimo indispensabile a chi non ha nulla, dal momento che tutti gli abitanti della terra sono fratelli figli di un unico padre.

Questa visione nasce da una fede profonda, che è difficile ritrovare nei giovani d'oggi, e che li porta a ringraziare Dio per le cose positive che gli accadono.

 

Riguardo il futuro non fanno previsioni perché tutto può accadere e cambiare le aspettative: Se guardi verso un punto, puoi cercare di raggiungerlo ma non sai cosa ti può accadere lungo la strada.


La testimonianza è stata raccolta dagli operatori Infobus Fabiana Fuoco e Isacco Franzoni

 

 

intervista realizzata nell'ambito del progetto mosaico