Tu sei qui: Home / Mosaico / Mosaico / Interviste / NUOVE GENER-AZIONI

NUOVE GENER-AZIONI

creato da eugenio bignardi ultima modifica 18/06/2014 10:32
I figli di famiglie venute dall'estero si sentono italiani ma non vengono riconosciuti.

L'Italia sta diventando da più di 30 anni un paese multiculturale, vedendo sempre più forte la presenza di persone provenienti dall'estero. Attratte dal mito del Bel Paese, dove tutto è bello e funziona bene, non si informano sul sistema sanitario, economico o politico prima di partire. Scoprono i dettagli gradualmente mentre si costruiscono una dimensione in cui sentirsi parte di qualcosa. Il senso di appartenenza è uno dei temi fondanti dell'evento tenutosi a La Tenda domenica 16 Marzo 2014, intitolato “NUOVE GENER-AZIONI”, nell'ambito del Progetto Mosaico finanziato dall'Unione Europea e dal Ministero dell'Interno.

 

I figli degli stranieri crescono insieme agli italiani, vivono come loro, diventano loro amici e morosi. Studiano come loro, sanno l'italiano e hanno anche l'accento locale, ma non sono riconosciuti come Italiani dalla legge.

 

In un compito di italiano il prof mi ha detto che meritavo un 8, ma mi ha dato 7 perchè non sono italiana”*

 

Come se non bastasse quando vanno nel paese da cui la loro famiglia proviene vengono etichettati come italiani. Ovunque vadano si sentono sempre stranieri. In Cina usano il termine “banana” per descrivere i giovani nati e cresciuti qui, perchè sono gialli fuori ma bianchi dentro.

 

Mi sento sempre più straniera nel mio paese d'origine che in Italia”*

 

Al problema giuridico si affianca quello sociale radicato nella mentalità di chi vive in Italia da più tempo. Non si considera chi ha la pelle di un'altro colore come una persona normale, provando un generale senso di timore verso di loro. L'uomo ha paura di ciò che non conosce e noi, che siamo nati da famiglie italiane, siamo troppo pigri per scoprire qualcosa di nuovo. I giovani che hanno partecipato all'evento, organizzato da Overseas, hanno discusso questi argomenti portando la propria esperienza personale come esempio, cercando un confronto. A stimolarli e guidarli nel dialogo è stata Rita Bertozzi, Ricercatrice universitaria.

La nostra patria è una meta sconosciuta”*

 

Capiscono l'importanza di essere visibili nella società, di non nascondersi e fare vedere a tutti quello che possono fare. Una ragazza musulmana ha deciso di fare volontariato alla croce rossa anche per questo motivo “dobbiamo darci da fare” dice, “per dimostrare che lo straniero può anche dare!”. Essere cittadini attivi diventa quindi una buona possibilità per le nuove generazioni di farsi valere e vedere.

 

Sono una nonna dei futuri italiani”*


Oltre al dibattito nel pomeriggio si sono svolte altre attività. Hanno aperto l'evento i laboratori creativi a cura del Centro Territoriale Permanente di Modena (si occupano di insegnare l'italiano agli stranieri arrivati da poco), coinvolgendo il pubblico nella creazione di piccoli oggetti come uova decorate, portafogli e tovagliette ricavate da pagine di giornale.

 

 

Ha seguito anche la premiazione, per la partecipazione al corso di tutor, di 14 giovani da parte dell'Assessore alle Politiche Giovanili Fabio Poggi. Dopo un aperitivo equosolidale della Coop Oltremare, la giornata si è conclusa con l'esibizione live del “Vagalume duo feat Paola Gocilli” affiancati dalla voce di Maria Elena Rossi e la chitarra di Enrico Solieri.

 

 

* testimonianze di nuove generazioni raccolte nell'ambito del progetto mosaico

 

 

Eugenio Bignardi