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MAROCCO, MODENA E FACEBOOK: TRE RAGAZZE RACCONTANO

creato da eugenio bignardi ultima modifica 10/06/2014 08:54
Hanno contribuito: Eva Ferri, Elena Ferraguti
Adolescenze tra "like" sui social, essere "swag" e avere amicizie popolari

Tre ragazzine stanno uscendo dal doposcuola pomeridiano, sono le 17.30 e hanno dai 13 ai 15 anni. Originarie del Marocco, due di loro sono sorelle e sono da sempre in Italia, l'altra è qui da 4 anni. Sono compagne di scuole e si ritrovano spesso al pomeriggio per stare insieme. Solo nel week end frequentano il centro, perlopiù piazza Matteotti e piazza Roma, veri e propri punti di aggregazione per i gruppi giovanili. Il loro trio fa parte di un gruppo famoso tra gli adolescenti di Modena, caratterizzato dalla popolarità sui social e dalla quantità di “mi piace” che hanno. Preferiscono, però, rimanere nell'anonimato; non sanno se possono parlare di loro pubblicamente. Conoscenze che girano su facebook, richieste di amicizia ricevute e inviate, così si inizia ad entrare in compagnie diverse. Ma bisogna essere “swag”, “fighi”. I rapporti con chi ha origini italiane non è sempre facile, spesso avvertono avversione razzista nei loro confronti. Hanno amicizie di ragazzi perlopiù provenienti da altri paesi oppure dall'Italia meridionale, con loro si trovano bene. Conoscono anche ragazzi di altri gruppi, ma non ci stanno insieme più di tanto.



Le tre ragazze raccontano che qualche volta vanno in una discoteca di Modena, già famosa con gli eventi alla domenica pomeriggio per un target giovanissimo.

Della città piacciono molto i parchi, in particolare il Ferrari. Il Comune ha fatto bene a farlo perchè anche chi non può permettersi di andare in palestra può utilizzare le attrezzature che ci sono. I tunisini non stanno loro simpatici, scherzano sul fatto che siano in troppi, ma prendono sul serio il recente omicidio che ha coinvolto uno di loro al parco Novi Sad. Gli stiamo per chiedere cosa pensino a riguardo quando arriva la corriera. Abbiamo pensato di pedinarle fino a casa per scoprirlo, ma poi le abbiamo salutate!

 

 

 

 

 

La testimonianza dei quattro ragazzi è stata raccolta dagli operatori del progetto Infobus Elena Ferraguti ed Eva Ferri. Testo a cura di Eugenio Bignardi.