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ELISABETTA, TRA HIP HOP E PSICOLOGIA

creato da Noemi Vetturini — ultima modifica 02/07/2014 08:55
Ad attirare la nostra attenzione è stata una giovane ragazza, amante della psicologia e dell'hip hop

Si chiama Elisabetta e ha 17 anni. E' nata a Napoli, ma ha origini ghanesi. Sin da subito, ci colpisce la sua solarità, grazie alla quale ci da' l'impressione di essere molto loquace e socievole.

Ancora prima di cominciare a farle qualche domanda, ci racconta di essere un'appassionata di hip hop, per il quale avverte una grande nostalgia. Ai tempi delle medie, infatti, aveva frequentato un corso di danza, e ora non le dispiacerebbe riprendere a ballare.Tra un panino e l'altro, ci siamo poi accomodati nei comodi e coloratissimi pouf, in cui ci ha raccontato un po' di sé e della sua esperienza all'Happen, il centro di aggregazione giovanile che ha sede presso il complesso R-nord di Modena.

 

Ha iniziato a frequentare Happen nel 2012, anno in cui ancora studiava all'istituto tecnico Barozzi. Non era la scuola giusta per lei e non nega di aver riscontrato delle difficoltà. Ciò nonostante, ci tiene a precisare che l'ambiente del Barozzi fosse per lei molto piacevole.

Attualmente, invece, frequenta l'indirizzo sociale dell'istituto Cattaneo, di cui appare particolarmente entusiasta. Ci dice di non essere stato un cambiamento semplice, soprattutto per la classe di sole femmine, con le quali risulta a volte più difficile andare d'accordo. Ma nonostante ciò, è affascinata dalle materie che studia, come psicologia e metodologia della ricerca, che per lei sono davvero molto utili e interessanti.

 

In tutto questo, Happen ha rappresentato per lei un'esperienza molto importante. Ha trovato in questo luogo un vero e proprio supporto e appoggio per la scuola.

 

 

“Con Happen lo studio davvero migliora” è così che sommariamente ci descrive questo suo percorso. Ora, infatti, si approccia allo studio in modo completamente differente. Per lei risulta più semplice studiare e concentrarsi in un posto come Happen, in quanto lontana da distrazioni come computer, televisione e smartphone. In questo doposcuola, riesce così tanto a concentrarsi e a dedicarsi allo a studio, che spesso non sente nemmeno il bisogno di ripetere la lezione a casa.

 

Ciò che, inoltre, apprezza molto, è la disponibilità degli educatori, giovani universitari che affiancano e seguono da vicino lo studio dei ragazzi. Si offrono di rispiegare tutto ciò che in classe non è stato capito e a fine giornata, successivamente ad uno studio prettamente autonomo, verificano che le eventuali lacune siano state colmate.

E oltre all'assegnare dei compiti e a correggere degli esercizi, l'impegno da parte loro è di garantire a questi giovani quella spinta motivazionale in più, indispensabile per studiare.

A favorire ulteriormente questo risultato, si aggiunge senz'altro la nuova organizzazione delle lezioni. Ora, infatti, ci spiega che ci si può iscrivere a quattro gruppi diversi, in base alla materia che si preferisce seguire.

 

Si è quindi creato per lei un migliore rapporto con lo studio, che, in modo particolare, le ha permesso di andare meglio a scuola. Ora che frequenta il Cattaneo, ci dice di non essere più molto presente come negli altri anni. Ma nonostante ciò, ha piacere a partecipare alla festa di fine anno, poiché affezionata emotivamente all'ambiente. Ad Happen, infatti, ritrova alcuni amici, che fuori generalmente ci dice di non frequentare.

 

Si chiude, infine, la nostra piacevole chiacchierata, con un suo sogno nel cassetto: andare a vivere da sola con un'amica. Traguardo che forse potrà raggiungere, dopo aver superato il tanto temuto esame di maturità, per cui mostra preoccupazione e attesa.

 

Noemi Vetturini

 

 

L'intervista è stata realizzata nell'ambito del progetto Mosaico.