Tu sei qui: Home / Mosaico / Mosaico / Altre notizie / Altre notizie / L' INTEGRAZIONE: UN PROCESSO LUNGO E COMPLICATO.

L' INTEGRAZIONE: UN PROCESSO LUNGO E COMPLICATO.

creato da Emily Ruth Navarro Guerrero ultima modifica 25/11/2013 23:08
Il giornalista Sergio Gimelli ha rilasciato un'intervista in cui commenta la complessa questione dell'immigrazione.

Condividendo l'idea che la convivenza e l'integrazione tra italiani ed immigrati siano parte di un processo lungo e complicato, le parole di Gimelli sottolineano quanto sia vitale riconoscere e valorizzare la cultura dell'altro.

 

Secondo lei, tra quali gruppi sociali la situazione è più problematica?
La situazione sociale è problematica in generale. Penso che ovviamente il disagio è maggiore dove c'è più povertà, dove c'è più mancanza di servizi, quindi, direi che non è tanto un problema di gruppo sociale, è un problema che riguarda tutta la società. Perchè poi c'è disagio tra le donne, c'è disagio tra i giovani, c'è disagio tra i disoccupati, sono disagi di tipo diverso.

 

Quale paese, considera, si adatta meglio alla cultura italiana?

Questo potrebbe dipendere, per esempio da affinità religiose, nel senso che magari le persone che provengono da un paese come la Polonia o le Filippine, che magari per motivi religiosi ma anche culturali si adattano meglio, e questo è un fatto oggettivo. Non dipende delle persone. A Modena vedo che la maggior parte delle persone che vengono da paesi di religione musulmana riescono a integrarsi bene. Certo, c'è molto da fare.

 

Secondo Lei, l'aumento percettibile di popolazione straniera a Modena ha prodotto un cambio nell'immaginario del modenese?
Certo, su questo non c'è dubbio, nel senso che soprattutto all'inizio c'è stata una sorte di crisi dell'identità. I modenesi erano abituati ad avere una certa immagine della loro città e ad un certo punto non hanno più riconosciuto i loro vicini, i negozi, la vita quotidiana è diventata diversa. Questo, all'inizio, credo abbia provocato inquietudine, preoccupazione. Ma grazie anche a iniziative di questo tipo, secondo me, ci si abitua, come è poi accaduto in altri Paesi.. Penso quindi agli Stati Uniti, a Paesi con forte immigrazione.


C'è un momento in cui lo straniero non è più trattato come tale, ma come italiano, concludendosi così il processo di integrazione?
Ci sarà, ci deve essere assolutamente. Il processo di integrazione è lungo ed è complicato perchè basato sul reciproco riconoscimento. Reciproco riconoscimento vuol dire un processo ambivalente, nel senso che i nativi devono avere la capacità di riconoscere l'altro, diverso, proveniente da un'altra cultura.
Ma l'immigrato deve riconoscere anche la legittimità della cultura e del sistema di vita del paese in cui abita, perchè è un Paese in cui ci sono delle leggi, c'è una Costituzione, ci sono dei diritti di un certo tipo. E quindi, questo dev'essere un movimento reciproco. Se non c'è reciprocità non c'è integrazione.