Tu sei qui: Home / Mosaico / Mosaico / Altre notizie / Altre notizie / PROGETTO "STRADE"

PROGETTO "STRADE"

creato da Alessandra Lotti ultima modifica 11/04/2014 08:57
Riflessioni sulla visita alla mostra “Strade. Al Museo si intrecciano le strade del mondo”.

Da vedere assolutamente!!!

Il Museo civico Archeologico, Palazzo dei Musei (Largo Porta Sant'Agostino 337), ospita il progetto che il museo ha condiviso con un gruppo di cittadini modenesi provenienti da 15 paesi del mondo.

 

Lo slogan dell'evento è: “Al Museo si intrecciano le strade del mondo”, con la collaborazione di alcuni immigranti modenesi provenienti da quattro continenti. La sala Boni è stata distribuita principalmente in cinque sezioni:le strade dei migranti, dei pellegrini, delle merci e della biblioteca di memorie e saperi. In ogni sezione ci sono video, con le deposizioni di qualche ragazzo/a straniero/a che ha raccontato alcuni aspetti della loro etnia, pannelli, foto, oggetti tipici del paese di provenienza e filmati riguardanti tragitti moderni e antichi attinenti sempre a paesi diversi, intrecciando ricordi e testimonianze.

 

Le strade, nel progetto, sono viste come luoghi da percorrere per raggiungere una meta, luoghi di aggregazione e di apprendimento e come strade di memorie passate condivise e personali. Sulle strade avviene la STORIA, la storia che caratterizza ogni città/paesino, quella che ci distingue, quella da cui impariamo ed è quella che soprattutto ci insegna in qualche modo i principi e i valori da seguire.

 

E' stato interessante il confronto tra Modena e gli altri paesi nel mondo in quanto c'è sempre qualcosa che ci accomuna agli altri. Questi aspetti costantemente mutevoli di racconti, oggetti, immagini, filmati da tutto il mondo servono per imparare ad osservare la strada con sguardi differenti al di fuori del guscio della propria cultura.

 

La mostra è stata dedicata a Gabriele Garuti di Logo Pubblicità che ha condiviso con il museo una lunga strada di idee e progetti.

 

Personalmente questa mostra mi ha incuriosito molto poiché ho appreso e compreso delle diversità culturali che prima mi erano sconosciute e mi hanno colpito soprattutto alcuni tipi di scarpe/sandali che  la mostra presentava.

 

 

 

 

Giulia Macchia