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IMMIGRAZIONE A MODENA, L'OPINIONE DEL SINDACO

creato da Emily Ruth Navarro Guerrero ultima modifica 14/01/2014 14:15
Il sindaco Pighi si esprime positivamente sui recenti sviluppi del rapporto di convivenza tra modenesi e migranti.

Il sindaco del Comune di Modena, Giorgio Pighi, affronta il tema dell'immigrazione al Parco Ferrari in occasione della conclusione del progetto “Comunità in dialogo, percorsi interculturali al Windsor Park Center di Modena”, finanziato da: Cooperativa Aliante, L’Associazione Officina Progetto Windsor, Fondazione Cassa di Risparmio, Sindacato Pensionati Spi/Cgil e Comune di Modena.

 

Quali erano le aspettative riguardo il progetto sul Windsor Park Center di Modena?

Rispetto a questo progetto, si partiva dal punto di vista dei rapporti tra le persone e da alcune difficoltà legate alla presenza di comportamenti antisociali. Alcuni anche importanti, come piccoli furti o presenza di prostituzione.

Come Amministrazione, abbiamo fatto questo grande investimento e comprato dei locali, abbiamo realizzato una sala polivalente e un centro di ascolto. Su questo la Circoscrizione ha avviato grandi iniziative, come questa, che hanno coinvolto le persone e hanno contribuito a dare a questo complesso immobiliare un aspetto molto più umano e molto più gradevole.

 

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“Siamo arrivati a un livello di integrazione molto buono

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Considera che ci sia stata una risposta positiva da parte delle persone provenienti dall'estero?

Da parte degli stranieri la risposta è stata positiva e noi ci dobbiamo abituare al fatto che i problemi legati alla presenza di persone straniere non vanno valutati come problemi in sé, ma come parte di un problema complessivo. E in questo modo stiamo lavorando bene.

 

Come considera che debbano comportarsi i modenesi per quanto riguarda il cambio sociale migratorio?

I modenesi hanno avuto una prima fase in cui sono stati molto guardinghi, in attesa, anche un po' sospettosi. Poi progressivamente siamo arrivati a un livello di integrazione molto buono.

 

C'è un momento in cui lo straniero non è più trattato come tale, ma come italiano, concludendosi così il processo di integrazione?

Secondo me, bisogna che tutto il lavoro rivolto agli stranieri abbia questo obiettivo. All' inizio, quindi, c'è un percorso da costruire e poi, alla fine, si raggiunge l' obiettivo della cittadinanza.