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“Una nave di carta”, Scott Spencer

creato da Alessandra Lotti ultima modifica 14/06/2019 09:03
“Una nave di carta” è un romanzo “romanzo”, appassionante e coinvolgente. Scott Spencer scrive meravigliosamente bene, anche i suoi dialoghi suonano spontanei (M. Piccone).

Quante probabilità ci sono, che una nave di carta si impregni di acqua e vada a fondo nel giro di pochi minuti? Lo sappiamo, la risposta non è un generico ‘molte’, piuttosto è una sicurezza assoluta. Così è per la storia d’amore nel romanzo di Scott Spencer, un’altra storia tragica dopo quella di “Un amore senza fine”, anche se noi vorremmo che terminasse in maniera diversa e continuiamo a sperarlo contro ogni speranza - sono troppi i segnali che annunciano un naufragio.

 

Lui: Daniel Emerson, avvocato bianco non ancora quarantenne. Aveva uno studio a New York, ma è tornato a vivere nella cittadina dove è nato e cresciuto dopo aver subito un attacco da parte di clienti neri non soddisfatti. La sua compagna, Kate, è una scrittrice e madre single - forse Daniel ama di più la piccola Ruby di quanto non ami Kate.

 

Lei: Iris, nera, molto bella, frequenta un dottorato nel college della piccola città, è sposata con Hampton, consulente finanziario che appartiene ad una ricca famiglia di colore ed esercita a New York. Hanno un bambino, amichetto del cuore di Ruby, sua compagna di asilo. E’ all’asilo che Daniel incontra Iris e se ne innamora.

 

Galeotta: una furibonda tempesta di neve fuori stagione (è solo ottobre) che mette in ginocchio la cittadina, facendo saltare la luce nelle case, abbattendo alberi, rendendo impraticabili le strade. E Daniel, la cui abitazione è a qualche chilometro di distanza, resta ‘prigioniero’ (felice) in casa di Iris dove Ruby era andata a giocare.

 

Sullo sfondo: come un cortometraggio cinematografico scorrono le notizie del processo contro O.J. Simpson, quello che fu definito ‘il processo del secolo’, importantissimo per definire l’anno in cui si svolge l’azione (1994-1995) e l’intera atmosfera del romanzo stesso. Il processo contro l’ex giocatore di football e attore (nero) accusato di aver ucciso la moglie (bianca) si trasformò in un atto di accusa contro i neri in quanto tali dal momento in cui la difesa introdusse l’elemento della discriminazione razziale provando che alcuni capi di accusa erano stati fabbricati ad arte. Kate non ha dubbi sulla colpevolezza di O.J. Daniel la mette in ‘forse’, propende per l’innocenza di O.J., e non solamente perché è innamorato di Iris. Nonostante la brutta esperienza a New York, Daniel ha sempre avuto simpatia per i neri, gli piace la loro musica, gli piace il loro senso della famiglia, il loro calore umano - avrebbe voluto essere uno di loro (e qui ci sarebbe da scavare, approfondendo il senso di colpa per il passato schiavista dell’America).

 

Due coppie, un marito geloso, una compagna/moglie gelosa, due bambini, il contrasto nero-bianco: ci può essere una fine diversa da un tragico naufragio, dunque? E ci si aggiunge anche il destino, che è cieco come la ragazza che ha una relazione con un possidente (sposato) che sembra uscito da un libro di Faulkner - un’altra delle tante storie di amore e tradimento che fanno da controcanto a quella principale -  e che per ben due volte si serve di incidenti, del tutto casuali, per far precipitare la situazione.

 

“I neri e i bianchi non vanno d’accordo” dice Kate. “Sono successe troppe cose. È andato tutto in malora. Se qualcosa non inizia con il piede giusto, come può finire bene?”

 

“Una nave di carta” è un romanzo “romanzo”, appassionante e coinvolgente. Scott Spencer scrive meravigliosamente bene, anche i suoi dialoghi suonano spontanei - se poi la trama è un po’ melodrammatica, se i personaggi sono in ‘bianco e nero’ (al di là del gioco di parole), se i sentimenti a volte sembrano esagerati, ebbene, anche queste sono le caratteristiche del romanzo-romanzo. Quello che importa è che Scott Spencer riesce a farci immedesimare nell’ossessione amorosa di Daniel (il personaggio più riuscito, che ci ispira simpatia con il suo bisogno d’amore e la sua capacità di darne) e nella possessività gelosa di Hampton con cui, tuttavia, non riusciamo a non simpatizzare. Più pallide le figure femminili e interessante, invece, l’espediente di una seconda narrativa che anticipa quanto accadrà - e ce ne rendiamo conto quando questa si riunisce alla prima narrativa e ci troviamo a rileggere le stesse identiche pagine che avevamo già letto.

 


Ed. Sellerio, trad. Luca Briasco, pagg. 487, Euro 17,00

 

 

 

Recensione a cura di

Marilia Piccone

leggerealumedicandela.blogspot.it

Giugno 2019

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