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“L’ultimo respiro del drago” di Qiu Xiaolong

creato da Alessandra Lotti ultima modifica 21/11/2018 12:57
«Non c'è nulla di paragonabile a Qiu Xiaolong per spiegare la Cina di oggi» PARIS MATCH

Non è a Eliot, il poeta amato dall’ispettore Chen Cao, che ho pensato, leggendo “L’ultimo respiro del drago”, il nuovo ‘romanzo con delitti’ di Qiu Xiaolong, ma ad un haiku di Ezra Pound - l’apparizione di queste facce nella folla:/Petali su un nero ramo bagnato. Perché questi due versi mi sembrano perfetti per descrivere la folla di volti coperti dalle mascherine per proteggersi dall’aria mefitica di Shanghai dove l’inquinamento ha raggiunto livelli di gran lunga superiori a quelli accettabili, i grattacieli di Pudong appaiono sfumati nella nebbia, chi può acquista depuratori dell’aria (e sì, avviene come per le guerre, c’è chi muore di tumore ai polmoni per il valore alto di concentrazione di polveri fini e chi si arricchisce sfruttandolo a proprio vantaggio) o manda i figli all’estero, per salvarli.

E a Pechino la situazione è ancora peggiore. Avevamo già osservato come i romanzi di Qiu Xiaolong stessero diventando qualcosa di diverso dai soliti thriller, come si stessero trasformando in ‘romanzi con delitti’ che puntavano il dito accusatorio verso i mali della nuova Cina mentre il protagonista Chen Cao sembrava camminare sul filo del rasoio, un uomo troppo integro per insabbiare casi scomodi, che fa sua la massima di Confucio, Devi provare a fare anche ciò che sai di non poter fare, se è la cosa giusta - non a caso alla fine de “L’ultimo respiro del drago” Chen Cao riceve una notifica in cui lo si invita a lasciare il dipartimento di polizia di Shanghai per recarsi alla scuola del Partito a Suzhou: a chi ha pestato i piedi? Chi ha fatto sì che venisse rimosso dall’incarico?

 

Uno, due, tre, quattro morti. Tutti uccisi con un colpo alla nuca, verso le sei del mattino, in una zona centrale di Shanghai. Nessun nesso tra di loro, una badante che lavorava in ospedale, un cronista del meteo, un’immobiliarista, una giornalista. Accanto al corpo di ogni vittima la mascherina anti-smog- l’avevano sul volto (impariamo molto sulla varietà di mascherine in commercio e su come i giovani abbiano saputo trasformarle in un oggetto di moda) o è la firma di un serial killer? C’è anche una scadenza temporale nella sequenza dei morti. Uno ogni sette giorni. Se c’è stato un intervallo di otto giorni fra due di loro, l’assassino ha recuperato accorciando a sei l’intervallo seguente. Un rito in onoranza funebre si chiama ‘sette-sette’. Se, in una qualche modalità distorta, l’assassino lo stesse osservando, mancherebbero ancora tre morti, il tempo incalza.

Con l’aiuto del fedele Yu l’ispettore Chen Cao troverà il colpevole. E si occuperà di qualcos’altro, forse più pericoloso. Qualcos’altro che gli farà incontrare di nuovo la ragazza di cui era innamorato e per cui aveva scritto la poesia “Le lacrime del lago Tai”. Allora Chen Cao aveva scoperto l’inquinamento del lago e aveva iniziato ad interessarsi degli alimenti contaminati, adesso la ragazza è un’attivista che ha preparato un documentario sul galoppante rischio dell’inquinamento atmosferico (600.000 casi di tumore ai polmoni all’anno) e sulle menzogne che la stampa, connivente con il Governo, propina alla gente. E’ importante che il documentario sia messo in rete. Come fare per evitare la censura?

 

Qiu Xiaolong non nasconde la sua preoccupazione per la patria che ha lasciato dopo i fatti di Tiennanmen (si trovava negli Stati Uniti per motivi di studio, all’epoca, e non ha fatto ritorno in Cina). E tuttavia, nella sua aperta critica ad una economia che bada soltanto ad avanzare senza preoccuparsi di altro, avvertiamo il sentimento di chi ama profondamente il suo paese e vorrebbe una realtà diversa, vorrebbe un benessere diffuso che non fosse solo quello dei beni di consumo. E’ lo stesso sentimento che prova Chen Cao, quasi il doppio dello scrittore che aveva avuto una borsa di studio per approfondire la sua conoscenza di T.S. Eliot, una sorta di gemello letterario di un altro personaggio, il Martin Bora creato da Ben Pastor: entrambi uomini di valore e di coraggio, condannati alla solitudine di tutti coloro che perseguono un ideale etico di onestà e di correttezza, che lottano in tempi difficili per essere degni di essere ‘uomini’.

E, se in Cina il drago è simbolo di saggezza, potenza e fortuna, Chen Cao deve battersi perché non esali l’ultimo respiro.

 

Ed. Marsilio, trad. Fabio Zucchella, pagg. 238, Euro 18,00

 

Recensione a cura di

Marilia Piccone

 

Leggi l'intervista all''autore Qiu Xiaolong realizzata da Marilia Piccone durante il Bookcity  a novembre 2018.

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