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“Il manoscritto”, di Franck Thilliez

creato da Alessandra Lotti ultima modifica 31/10/2019 09:20
"Un thriller mozzafiato. Brutale e violento. Ingegnoso, con un’ambientazione di scenari belli e tenebrosi che sembrano acquisire un’ulteriore valenza". (M.Piccone)
Un thriller mozzafiato. Brutale e violento. Ingegnoso (non per niente l’autore, Franck Thilliez, è un ingegnere), con un’ambientazione di scenari belli e tenebrosi che sembrano acquisire un’ulteriore valenza.

 

Due luoghi d’azione: vicino a Etretat, in Normandia, e, seguendo una diagonale verso sud-est, la zona di Grenoble. Pioggia battente a nord, freddo intenso e neve nel sud-est.
Due coppie di protagonisti: nella villa ‘L’ispiratrice’, in Bretagna, vive la scrittrice Léane Morgan con il marito Jullian; due poliziotti lavorano insieme nella squadra omicidi, Vic Altran e Vadim Morel- li chiamano V&V.

 

A questo punto tenete presente il numero due e i suoi multipli- perché, quanti sono gli scrittori e quanti sono i romanzi? E’ come aprire una bambola russa. All’inizio J.L. Traskman, figlio dello scrittore Caleb Traskman, ci dice che suo padre è morto prima di terminare il ‘giallo’ che stava scrivendo, “Il manoscritto”, per l’appunto. E’ stato lui, il figlio, a scrivere le ultime dieci pagine (e nel libro verrà segnalato da dove inizia la conclusione aggiunta). La trama del libro di Caleb Traskman: la figlia della scrittrice Léane Morgan è stata rapita mentre faceva jogging. Non è mai stata ritrovata. Léane e il marito si sono separati e Léane ha appena pubblicato il suo ultimo romanzo, un poliziesco che è la storia di uno scrittore che viene sequestrato da una donna perché lui sia obbligato a scrivere la fine del libro che sta scrivendo- un libro che parla di uno scrittore che è un serial killer di ragazzine. Il gioco di specchi non è ancora finito. Lèane scrive sotto lo pseudonimo maschile di Enael Miraure- il nome è il suo stesso nome al contrario e il cognome ha una pronuncia vicinissima a miroir, specchio. Vic Altran soffre di ipermnesia (un eccesso di memoria, una memoria che è come un bidone della spazzatura), Jullian Morgan subirà un’aggressione che gli porterà l’amnesia come conseguenza. Ma la più grossa sorpresa sul doppio ci è riservata alla fine, dopo più di 400 pagine.

 

La scomparsa di Sarah risale a quattro anni fa, come si collega al cadavere trovato per caso nel bagagliaio di un’auto rubata nella zona di Grenoble? Un uomo già in prigione, accusato di aver ucciso otto ragazze (Sarah sarebbe la nona?), si diverte a snocciolare le coordinate del luogo dove la polizia (V&V) può ritrovare i corpi delle vittime. Eppure i conti non tornano. E’ veramente lui l’assassino? Aveva dei complici? Sia Vic sia Vadim hanno delle figlie adolescenti- è un caso in cui si sentono partecipi, un caso così doloroso e agghiacciante che fa saltare la pace coniugale: come si può festeggiare il Natale, dare e ricevere affetto con gli occhi pieni di immagini raccapriccianti?

 

Il romanzo è pieno di immagini raccapriccianti e di scene di violenza e crudeltà. Succedono tante cose, sia in Bretagna, dove Jullian prosegue per suo conto le ricerche di Sarah nella vana speranza che possa essere ancora viva, sia in case isolate nel Vercors, nelle vicinanze di Grenoble. La doppia o triplice finzione del romanzo dentro il romanzo (ne spunta un altro che ha una trama così simile a quello di Léane che la scrittrice viene accusata di plagio) ci aiuta a prendere le distanze, a tirare avanti pensando che queste cose non possono succedere nella realtà, che è un’invenzione letteraria. E gli enigmi ci stuzzicano, cerchiamo il significato nascosto nei palindromi, come ci è stato suggerito di fare, sobbalziamo quando ritroviamo lo strano pesce della frase iniziale del libro di Caleb Traskman, la prima che leggiamo anche noi nella prefazione del figlio, “Prima, solo una parola: xifoforo”.

 

Il finale, quello che, su commissione della casa editrice, il figlio di Traskman ha aggiunto al libro del padre- in parte ce lo aspettavamo, in parte assolutamente no. Spiazzante e geniale, sia che ci soddisfi o meno.
Una lettura che è impossibile interrompere: è questo che vogliamo, dopo tutto, da un thriller, no?

Ed. Fazi, trad. F. Angelini, pagg. 480, Euro 18,00

Recensione a cura di
Marilia Piccone
Ottobre 2019
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