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Ritorno dalla discoteca? Ci organizziamo: o guida chi non ha bevuto o si prende il taxi!

creato da Alessandra Lotti ultima modifica 08/11/2019 09:38
Allo Snoopy sabato 26 ottobre con gli operatori del progetto Buonalanotte per la prova dell'etilometro e per chiedere ai giovani del locale cosa ne pensassero di quanto accaduto recentemente in una discoteca in Toscana.

È la serata di venerdì 26 ottobre, e noi operatori del progetto Buonalanotte siamo allo Snoopy, un locale del centro di Modena che da poco ha cambiato gestione.

 

La settimana è iniziata con il fatto di cronaca che riguarda Erika, una diciannovenne Toscana, trovata priva di vita nei pressi del bagno di una discoteca di Sovigliana di Vinci. Secondo quanto riportato dai giornali la ragazza sarebbe morta in seguito all'assunzione di alcool e ed altre sostanze psicoattive (droghe) di cui ancora si deve accettarne l'origine. Tempo fa, invece, era balzato alle cronache dei giornali la foto di un ragazzo di rientro dalla discoteca che si era fatto una foto con accanto una bottiglia di vino poco prima di schiantarsi con la sua macchina. Partendo da questi fatti durante la serata, oltre a dare la possibilità ai giovani di eseguire la prova dell'etilometro, abbiamo cercato di raccogliere le loro impressioni su quanto accaduto.

 

La serata inizia molto lentamente la gente è poca, alcuni sorseggiano un drink mentre altri preferiscono andarsene verso locali più frequentati. Intorno alle 2, però, la discoteca inizia a riempirsi. Nel corso della serata sono in 24 a sottoporsi alla prova dell'etilometro e nel complesso tutti i giovani contattati si dimostrano responsabili: infatti coloro che hanno manifestato l'intenzione di guidare riscontrando un valore al di sopra del limite consentito hanno deciso di far guidare qualcun altro o di aspettare lo smaltimento dell'alcol. Oltre alla prova dell'etilometro abbiamo anche distribuito 15 preservativi e del materiale informativo: 25 kit contenenti depliant sulla normativa relativa alle sanzioni previste dal codice della strada per coloro che vengono fermati con un livello alcolemico sopra lo 0.5, un depliant sulle malattie sessualmente trasmissibili, un preservativo e un alcol test usa e getta. Riusciamo inoltre a coinvolgere diversi giovani nella nostra breve intervista.

Ottenendo diversi pareri al riguardo.

 

Un ragazzo, ci risponde: "Sì io avevo letto l'articolo sulla ragazza...Le droghe sono nate con l'uomo, è sbagliato mettersi alla guida sotto l'effetto di alcol e droghe perché metti in pericolo gli altri, la ragazza che è morta in discoteca ha scelto di assumere delle sostanze (mdma) che sapeva avrebbero potuto metterla in pericolo. È stata una sua scelta"

 

Un gruppetto formato da due ragazzi e una ragazza invece rispondono:

"No non sapevamo di queste morti ….. Dovrebbero esserci più postazioni come questa, più controlli, così uno saprebbe se può guidare oppure no…"

 

Altre due ragazze dicono:

"Noi avevamo letto della ragazza…. solitamente noi quando usciamo ci organizziamo, a volte col taxi, altre volte guida chi non ha bevuto, come una nostra amica che è a dieta e non beve, altre volte invece se non ci sentiamo tranquille  lasciamo lì la macchina e torniamo a prenderla il giorno dopo. Fare la prova stasera ci ha permesso di capire che anche se noi tutte abbiamo bevuto le stesse cose i valori alla prova dell'etilometro erano diversi. Comunque tornando al discorso del ragazzo che si è fatto la foto prima di schiantarsi, io credo che anche quando hai bevuto molto ti rendi conto che ti stai mettendo alla guida anche se non ne sei in grado... "

 

Tre ragazze giovani affermano:

"Non abbiamo letto queste notizie, ma del ritorno a casa dalla discoteca ne parliamo e solitamente ci organizziamo per cui chi guida non beve."

 

Infine due ragazze dicono:

"Non sapevamo di queste morti….ci stavamo giusto dicendo che è sbagliato bere e poi mettersi alla guida. Noi solitamente quando usciamo ci organizziamo per cui chi guida non beve".

 

Quello che emerge da questo breve sondaggio è che in diversi sapessero di quanto accaduto a Erika e che il rientro a casa sia un aspetto molto rilevante per molti giovani, che abbiamo evidenziato essere già organizzati per il rientro a casa.

 

L'augurio che ci facciamo è quello che fatti come quelli di Erika o del ragazzo del selfie non si debbano più ripresentare, ben consapevoli che il rischio zero non esiste e che l'unico modo certo per evitare eventi come quelli già citati è quello di astenersi dal consumo.

 

 

Articolo scritto da

Franco Mazzotti della Cooperativa sociale Il Girasole

e Mariarita Guadagnuolo della cooperativa sociale Caleidos

Novembre 2019

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