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Al parco Novi Ark con il progetto S.I.A.MO

creato da Alessandra Lotti ultima modifica 13/03/2018 11:21
Gli operatori del progetto InfoBus all'ex parco Novi Sad hanno incontrato alcuni giovani che lo frequentano.

Nell'ambito del progetto S.I.A.MO c'è un intervento di prossimità promosso dall'Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Modena che si propone di incontrare i giovani direttamente sui loro luoghi di ritrovo per portare informazioni sulle opportunità della città, distribuire la Youngercard, raccogliere esigenze e proposte.

Noi, come operatori di cooperative sociali che realizzano questa attività, siamo particolarmente interessati a conoscere la realtà dei giovani che incontriamo e di approfondire con loro i legami che hanno con la città, oltre che a informarli sui servizi e progetti per i giovani.

 

Dopo alcune uscite di osservazione in varie parti della città, ci dirigiamo in luogo molto frequentato. È giovedì pomeriggio e ci rechiamo al Novi Park, una zona molto frequentata da ragazzi di varie età, sia italiani che di altre nazionalità. Facciamo un giro intorno al parco e notiamo che, nonostante la giornata piovosa, la zona è abbastanza popolata sui vari lati. Dalla parte che dà verso via Berengario c'è la facoltà di Economia dell'Università di Modena e Reggio Emilia da cui escono gli studenti che hanno appena terminato le lezioni; non si fermano nel parco, ma si limitano ad attraversarlo.

 

Tutto intorno c'è chi pratica jogging, chi porta a spasso il cane; sul lato esterno che dà su viale Fontanelli vediamo sulle panchine due gruppi di ragazzi che sembrano consumare cannabis. Dallo stesso lato, all'interno del parco, osserviamo altri giovani impegnati probabilmente in attività di spaccio. Per questa volta decidiamo di non avvicinarli, né quelli che consumano, né quelli che sembrano spacciare; prima vogliamo entrare in maggiore confidenza con il microcosmo del parco.

Ci dirigiamo verso una zona del parco vicino alla stazione degli autobus, dove seduti su una panchina, incontriamo cinque ragazzi di origini africane che giocano a carte e ci fermiamo a chiacchierare un po' con loro. Hanno dai 19 ai 24 anni e lavorano come operai; quattro di loro vengono dalla Guinea, uno dal Senegal. Sono a Modena tutti più o meno da una decina di anni. Dicono di trovarsi bene in città, che trovano Modena poco caotica, che non hanno avuto difficoltà a trovare lavoro e che ci sono vari locali in cui ritrovarsi. Al pomeriggio solitamente frequentano la zona del parco Novi Sad e del centro, la sera escono in pub e discoteche di Modena e dintorni. Nella loro compagnia ci sono anche ragazze italiane, ex compagne di scuola. Quando proponiamo loro la youngercard uno di loro ci dice che usufruisce già del Bonus Cultura di 500 euro che lo Stato ha destinato ai giovani nati nel 1999, mentre due ragazzi accettano volentieri di iscriversi.

 

Più avanti su altre panchine incontriamo un gruppo di ragazzi rumeni e moldavi, cinque maschi e una ragazza; nel gruppo c'è anche una coppia. Hanno dai 17 ai 32 anni, studiano e lavorano. Sono a Modena chi da 15 anni, chi da uno solo. Tra di loro c'è un ragazzo che è vissuto per 5 anni a Roma e nota una grande differenza con la nostra città; dice di trovarsi bene a lavoro, ma ritiene Modena una città troppo tranquilla; gli altri ci dicono di trovarsi bene. La sera si ritrovano in centro e quando c'è molto freddo vanno in un bar vicino al Parco; frequentano poco le discoteche. Quando si ritrovano a volte bevono delle birre, soprattutto i più grandi della compagnia. Qualcuno di loro accoglie volentieri la nostra proposta della youngercard, altri sono poco interessati.

Entrambe le compagnie ci hanno accolto positivamente, sono stati cordiali e disponibili, hanno risposto volentieri alle nostre domande; hanno apprezzato il materiale informativo che abbiamo distribuito su vari servizi della città (alcuni già noti). La youngercard è stata apprezzata soprattutto perché gratuita.

Dall'uscita di oggi emerge un quadro piuttosto variegato del Novi Park: all'interno del parco si può incontrare chi spaccia, come è possibile incontrare compagnie di italiani e stranieri intenti a chiacchierare e a trascorrere del tempo insieme. A fare da “contorno” a questa scenario ci sono studenti universitari, passanti, sportivi, persone che portano a passeggio i loro cani... e la sensazione che si avverte è quella di realtà parallele destinate a non incontrarsi mai.

 

Torneremo al Novi Park per incontrare altri giovani e appurare se effettivamente queste diverse aggregazioni e presenze vivono in maniera separata questo ampio spazio della città.

 

 

Articolo Scritto da Angela Tortora e Stefano Tonini

Coop Caleidos e Il Girasole


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