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Ad un mese da Modena Park: voci dal popolo del Blasco

creato da Alessandra Lotti ultima modifica 25/07/2017 13:17
È trascorso esattamente un mese dal concerto del 1° luglio, giorno in cui Modena ha ottenuto il titolo di Capitale del Rock e vi proponiamo questo articolo in cui da operatori del progetto Infobus ci siamo cimentati nel ruolo di intervistatori.

È il 30 Giugno 2017, l’afoso pomeriggio prima del concerto e, a distanza di più di 30 anni, vogliamo ripetere l'esperienza che fu fatta da due intervistatori alla vigilia di un concerto modenese di un Vasco più noto per il suo stile di vita fuori dalle righe che per il talento musicale.

Basti pensare che al concerto tenutosi sempre al Parco Enzo Ferrari (allora era ancora l'ex-autodromo) di Modena nel settembre 1984 erano presenti circa 15 mila persone contro le 220 mila del Modena Park.

 

Riprendendo il contenuto di alcune domande di quella intervista (http://www.stradanove.net/news-3/vasco-rossi-e-quel-concerto-del-1984-a-modena), percorriamo le vie del centro alla ricerca di qualche fan. La ricerca non è per niente difficile: hanno tutti indosso la maglietta ufficiale di qualche concerto precedente, lo zainetto da 10 litri sulle spalle e l'aria un po' smarrita.

 

Così, intervista alla mano, cominciamo ad avvicinare alcuni fan che si dimostrano molto disponibili, anche perché ci riveliamo per loro delle importanti "guide turistiche". Subito dopo la classica "andrai al concerto di Vasco?" a cui la totalità risponde affermativamente, chiediamo loro se pensano che il concerto evento di Vasco possa, in qualche modo, avere delle ripercussioni su Modena e quasi tutti ci rispondono che, sicuramente, il concerto di Vasco ha portato grandi introiti a Modena a causa di questo turismo eccezionale. Solo un ragazzo diciottenne di Lerici in provincia di La Spezia, esce fuori dal coro e ci dice che i vantaggi sono unicamente per chi ha delle attività commerciali e che ci sono anche aspetti negativi, come, ad esempio, la troppa gente unita ad una scarsa organizzazione.

 

Il secondo gruppo di domande che andiamo a porre riguarda le canzoni dell’artista che gli intervistati preferiscono, per quale motivo e se il messaggio insito in quella canzone sia positivo o negativo. In molti rispondono "Sally", segue "Albachiara", "Vivere", "Colpa d’Alfredo", "Ogni volta", "Gli angeli", "Bollicine" e "Stupido Hotel". Quando chiediamo loro perché proprio quella alcuni preferiscono non rivelarlo dicendo che il motivo è troppo personale (legato ad una storia d’amore finita male), oppure un quarantacinquenne di Cuneo che faceva parte di un gruppo di altre 5 persone, la cui canzone preferita è "bollicine" ci risponde sorridendo era già avanti. Altri due uomini di Roma ci dicono che apprezzano "Sally" per l’atmosfera che riesce a creare e "Vivere" perché la sentono molto autobiografica. Un’altra ragazza di Firenze invece ci dice che la sua preferita è "Albachiara" e che, in realtà, il vero fan di Vasco è suo fratello che, purtroppo, non è riuscito a partecipare al concerto. Ma le risposte che più ci hanno colpito sono state quelle di un ragazzo di Roma che ha dedicato la canzone "Gli angeli" al suocero scomparso con cui andava a vedere i concerti di Vasco e del ragazzo di Lerici che, mostrandoci un tatuaggio con la scritta Stupendo, ci racconta di come abbia voluto dedicare quella canzone ad un suo compagno di scuola morto suicida a soli 16 anni.

 

Il terzo ed ultimo gruppo di domande riguarda il legame tra Vasco e l’uso di droga. Alla domanda: pensi che Vasco conduca una "vita spericolata" tutti gli intervistati rispondono allo stesso modo: prima sicuramente sì, ormai non più. Qualcuno ci ricorda che Vasco è stato anche in ospedale e ci dice che spera che si sia dato una regolata dopo l’accaduto, qualcun altro dice che si è ridimensionato a causa dell’età. Chiediamo loro perché Vasco piaccia tanto nonostante questi suoi "peccati di gioventù" e le risposte sono molteplici: alcuni ci dicono che è perché Vasco si mostra sempre come una persona vera, difetti e debolezze alla mano, altri ci dicono che era perché, già ai tempi, rompeva gli schemi, gli standard, voleva provocare; oppure perché era l’unico italiano a fare del rock, un ragazzo di Como ci dice che ai tempi, i giovani si esprimevano così e Vasco era in grado di raccontare la vita di tutti i giorni, per questo colpiva. Chiediamo anche se pensano che, attualmente, Vasco consumi delle droghe e gli schieramenti sono due: chi pensa che sì, faccia ancora uso di sostanze, ma leggere, e chi è fermamente convinto che il cantante non assuma più alcun tipo di droga. Domandiamo anche se, secondo loro, esiste un rapporto di qualunque genere tra le canzoni di Vasco e la droga ed emerge che qualcuno crede che in qualche canzone questo rapporto sia presente, ma sia più legato alla creatività; nel senso che alcune canzoni sono state scritte sotto l’effetto di stupefacenti, piuttosto che alla citazione di sostanze nel testo della canzone. I tre ragazzi di Roma ci dicono che, secondo loro, i riferimenti alla droga erano più nelle prime canzoni, nella fase iniziale e che abbia in qualche modo contribuito alla scrittura di alcuni testi.

 

Come ultima cosa ai fan intervistati chiediamo se pensano che lo stile di vita del rocker influenzi chi lo ascolta. Il ragazzo di Lerici ci dice che per dedicare una canzone a qualcuno devi entrare in contatto con lo stato emotivo che aveva chi ha scritto quella canzone. Il gruppo di Cuneo, invece, non crede che sia così, ci dicono che secondo loro l’influenza di Vasco come persona è sopravvalutata, sono le sue canzoni ed i suoi testi su cui la gente si concentra e che possono influenzare. Infine per un ragazzo di Torino: non è necessario ascoltare Vasco per drogarsi. Puoi drogarti senza aver mai ascoltato una sua canzone. Oppure puoi drogarti anche se ascolti Gianni Morandi.

 

Si respira una bella atmosfera per le vie del centro, l'aria è carica di energia e negli sguardi di tutti i passanti, fan o meno che siano, si intuisce la consapevolezza che qualcosa di importante ed unico stia per accadere.

 

 


Articolo a cura di

Vittoria Troise e Franco Mazzotti

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Luglio 2017

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