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Quando il bullismo è cyber: intervista al prof. Ziccardi

creato da Emily Ruth Navarro Guerrero ultima modifica 05/04/2019 09:22
Differenze e similitudini tra bullismo, cyberbullismo e stalking

Il professore della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Milano Giovanni Ziccardi, uno dei relatori del convegno “Stalking, Cyberspace and Young People (SCY)” (svolto a Modena il 18 ottobre 2013), ci ha concesso un'intervista in cui espone i concetti di bullismo, cyberbullismo e stalking, spiegandone similitudini e differenze.

 

Cos'è il cyberbullismo?

Il cyberbullismo è una forma di violenza, e di comportamenti abusivi, che riguarda i minori e si sta diffondendo sempre più. Consiste di solito nell'aggressione da parte di soggetti più forti nei confronti dei più deboli. Si definisce cyberbullismo perché gran parte delle attività di bullismo, appunto, vengono portate con strumenti informatici o telematici, però comprende nuove forme rispetto al bullismo tradizionale. Il bullismo tradizionale era magari il lancio del cancellino oppure l'appostamento fisico fuori dalla scuola, mentre il bullismo telematico è più collegato alle espressioni verbali, alla diffamazione, al mostrare lati della persona presa di mira ad altri compagni di classe e così via. Quindi, più correlato con qualità personali.

 

Che differenza c'è tra stalking e bullismo?

Lo stalking è tendenzialmente un'attività di molestia correlato col rapporto precedente, per esempio con le relazioni sentimentali, mentre il cyberbullismo riguarda soprattutto attività violente tra minori e tra ragazzini. Lo stalking è un reato più legato al sentimento, alle relazioni passate, mentre il cyberbullismo è più legato, per esempio, all'ambiente scolastico..

 

Che conseguenze porta alla vittima il bullismo?

Può portare conseguenze anche molto gravi, come possono essere problemi di salute, difficoltà

nelle relazioni, il non confessare ad altri quello che sta capitando. Quindi, il tenere tutto dentro può portare ulteriori problemi. E ci sono stati casi di  istigazione al suicido, fino a portare al suicidio nei casi più gravi. Quindi può essere molto dannoso, soprattutto nei confronti dei ragazzini.

 

Come possiamo evitare che avvengano episodi di bullismo?

È molto difficile, perché da un lato occorre una grande cautela da parte delle vittime nel non farsi coinvolgere, ad esempio, in discussioni, in determinati contesti; dall'altro è un fenomeno che molto spesso non si può arginare, perché è anche molto emulativo. Certi comportamenti vengono tenuti perché tenuti dal gruppo, o perché si considera che siano comportamenti che rendono quella persona visibile o importante a livello di gruppo.

 

L'opera di prevenzione è resa più difficile dalle nuove tecnologie e dalle reti sociali?

No, secondo me l'opera di prevenzione è anzi facilitata, perché si possono usare tanti tipi di tecnologie per arrivare ai ragazzini. Di sicuro le tecnologie hanno cambiato il panorama esistente, però, secondo me, possono essere uno strumento prezioso per migliorare la situazione.

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